Balestrate, sequestrate 20 imbarcazioni da diporto ormeggiate abusivamente
Non c’è pace nel porto di Balestrate, una importante infrastruttura che è invecchiata ancor prima di nascere; progettata trent’anni fa, pronta da dieci, ma ancora non consegnata alla società che si è aggiudicata la concessione per la gestione. Attualmente, può ospitare solo le imbarcazioni da pesca regolarmente dichiarate; tutti gli altri natanti non vi possono attraccare, se non in caso di emergenza. Ma spesso, la norma viene elusa, costringendo la Capitaneria di Porto di Terrasini, come già avvenuto durante le precedenti stagioni estive, ad intervenire. Ieri pomeriggio l’ennesimo blitz, con il sequestro di tutte le imbarcazioni da diporto presenti nell’insenatura in virtù di una legge che non lascia scampo ai proprietari, peraltro multati con un ammenda di 1.000 euro. 20 i natanti rimossi coattivamente; 15 volontariamente; 2, iscritte nei Registri Marittimi, sottoposte a sequestro amministrativo. L’attività è stata coordinata dal Comandante della Guardia Costiera di Terrasini, il Tenente di Vascello Alberto BOELLIS, curata sul campo dal Primo Maresciallo Carmelo DI GREGORIO, e condotta da personale militare della Guardia Costiera, con l’ausilio di personale della Polizia Municipale di Balestrate. Durante i controlli, uno dei destinatari dei verbali, avrebbe reagito, cercando di sfuggire alle motovedette e mettendo a rischio l’incolumità di alcuni militari. L’uomo, identificato, rischia adesso una denuncia penale. Sul posto sono intervenuti pure i carabinieri della locale stazione per assicurare l’ordine pubblico. Prima di mettere a segno l’operazione, erano stati affissi degli avvisi per intimare gli abusivi a rimuovere in tempo i natanti. Molti hanno provveduto, altri hanno ignorato l’avvertimento.
I diportisti che non hanno più trovato la loro imbarcazione appena ormeggiata si sentono perseguitati. “Con la grossa crisi che stiamo affrontando – dice Maria Concetta La Barbera a cui è stata rimossa la barca, speravamo di trascorrere qualche giorno nei paraggi, adesso ci ritroviamo senza multa e senza barca. Una vera beffa – conclude la donna – per quanti come me speravano di trascorrere qualche giorno di riposo.


