Partinico, boom di auto e traffico nel caos

In media girano più di due macchine ogni tre abitanti, un record rispetto agli altri Comuni della provincia di Palermo come Bagheria o Monreale. Il piano traffico del Comune di Partinico sta chiuso in chissà quale cassetto. Il comandante dei vigili urbani lo custodisce gelosamente e per visionarlo bisogna inoltrare richiesta formale, nel rispetto delle regole – dicono i caschi bianchi. Però il Comune non sembra rispettarle: il Codice della strada nel 1993 stabilì che gli enti locali con oltre 30 mila abitanti dovevano dotarsi del Put, strumento utile a migliorare la circolazione, la sicurezza stradale e a ridurre l’inquinamento. Oggi quel documento è top secret, dopo un’odissea per la sua approvazione. Ci sono persino consiglieri comunali che giurano di non averlo mai letto. Così il Cesdam, il centro studi per l’ambiente e lo sviluppo nel Mediterraneo, ha cercato di capirne di più. Il traffico non sarà la piaga più dolorosa di Partinico, ma è un argomento che merita sicuramente grande attenzione perchè connesso alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente. Dallo studio è emerso infatti che a Partinico il traffico è davvero un problema che necessita di una soluzione urgente. L’ultimo dato disponibile sulle immatricolazioni è del 2009 ed è quello dell’Aci: a Partinico risultano 24.250 veicoli a fronte di una popolazione di 31.919 abitanti. Un numero spaventoso, è come se ogni tre abitanti ci fossero più di due mezzi, tra auto, motocicli, bus o autocarri. I dati sono ancora più allarmanti se si considerano solo i maggiorenni che risultano all’anagrafe (poco più di 25 mila) e il solo numero di auto (circa 19 mila) più i motorini (2.300): arriviamo a quasi un veicolo in possesso di ogni abitante. Il confronto con gli altri Comuni della zona rimarca la condizione di paese supertrafficato. Al 2009, Bagheria conta 29 mila auto e un totale di 39 mila mezzo in tutto, a fronte di 56 mila abitanti e una superficie di 29,68 chilometri quadrati. Monreale vanta invece 20 mila macchine e 27 mila mezzi in tutto, a fronte di 37 mila abitanti e una superficie di 529,20 chilometri quadrati. Partinico si piazza così al terzo posto, con 19 mila macchine, 24 mila mezzi in tutto a fronte di 31 mila abitanti e una superficie di 110,32 chilometri quadrati. Ben più distante, al quarto, posto, c’è Carini con 17 mila macchine, 25 mila mezzi in tutto a fronte di 35 mila abitanti e una superficie di 76,86 chilometri quadrati. Basta avere una calcolatrice per appurare come il rapporto auto/popolazione sia più alto a Partinico. Il Comune di Partinico, a dir la verità, è dal 1998 che prova a dotarsi di un Piano urbano del traffico. Ma vuoi per problemi burocratici, vuoi per questioni politiche, ad oggi il testo è chiuso in un cassetto. Nel 1998 la Cannizzo incaricò l’architetto Mariano Tornatore di redigere il Put. Più avanti fu stabilito un acconto di 16 milioni di lire circa. Ma nel 2000 il sindaco Giordano gli revocò l’incarico sostenendo che l’esperto era in ritardo con i tempi. Ne nacque un contenzioso che sembrò essere superato nel 2007 con Motisi, quando fu affidato sempre a Tornatore il compito di portare a termine il piano. Alla fine il testo è stato consegnato lo scorso ottobre, pare a costo zero, ma da allora è nel dimenticatoio e il comandante dei vigili l’avrebbe pure contestato, sostiene qualche consigliere. “Vogliamo essere coinvolti nella redazione del piano – spiega Gino Scasso di Legambiente – assieme alla società civile e alle altre associazioni. Chiediamo più trasparenza e che ci venga consegnata una copia del documento. Si tratta di uno strumento fondamentale per lo sviluppo armonico della città, sia per migliorare le condizoni dell’ambiente sia per rendere Partinico più vivibile”. E dal Cesdam, che ha lavorato a questa inchiesta, arriva la richiesta di Gianni Pampinella e di Giuseppe Palazzolo di “lavorare per adeguare Partinico agli standard europei. Chiediamo di accelerare l”iter per l’approvazione del piano e di coinvolgere quante più associazioni nel rispetto di quanto stabilito dalla legge”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Hide picture