IL PENTITO NAIMO FA RIAPRIRE INDAGINI SUL TERRASINESE VITO ROBERTO PALAZZOLO

E’ un fiume in piena Rosario Naimo, 66 anni, anziano ex mafioso di Tommaso Natale e San Lorenzo che collabora con la giustizia dallo scorso 28 ottobre. Ai giudici, Naimo, sta raccontando 40 anni di fatti di mafia, della strage di viale Lazio e di omicidi commessi oltreoceano. Accusa Vito Roberto Palazzolo, originario di Terrasini ma da anni rifugiato in Sud Africa, di un delitto avvenuto 27 anni fa in Germania. Secondo Rosario Naimo, Vito Roberto Palazzolo, già condannato a 9 anni per associazione mafiosa, ma libero nel paese in cui ha preso la cittadinanza perché in Sudafrica non è riconosciuto il reato associativo, avrebbe ucciso Agostino Badalamenti, assassinato a Solingern nell’84. Un’accusa da cui Palazzolo era già stato prosciolto per insufficienza di prove. Ma come aveva già ribadito il collaborante Nino Giuffrè, secondo Naimo, Agostino Badalamenti era stato fatto uccidere da Palazzolo per conto di Totò Riina e Bernardo Provenzano, che avevano deciso di fare terra bruciata attorno a suo zio, Gaetano Badalamenti, capomafia di Cinisi. Naimo racconta che la pistola usata per il delitto apparteneva ad Antonino Ventimiglia, ritenuto factotum di Palazzolo, scomparso nel nulla. Il pentito avrebbe aggiunto ulteriori particolari, su cui vige il massimo riserbo e l’indagine è stata riaperta dal Pm Gaetano Paci che è in cerca di riscontri.

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