PARTINICO. IN FIAMME I MEZZI DI ALTRI DUE IMPRENDITORI

Gli imprenditori partinicesi destinatari di messaggi intimidatori continuano a negare richieste di pizzo e di aver subito minacce, mentre la mafia, indisturbata avanza con attentati incendiari che potrebbero celare una contesa fra cosche per affermare nuove leadership. Gli investigatori non hanno dubbi, la nuova stagione di fuoco è legata al racket delle estorsioni, ma l’incognita resta su chi oggi muove i fili per la gestione di un territorio  per anni dominato dalla famiglia Vitale- Fardazza. 7 i raid incendiari messi a segno in pochi giorni, gli ultimi, in ordine di tempo, risalgono alla notte tra sabato e ieri mattina, alla vigilia della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica organizzata a Palermo dal prefetto Giuseppe Caruso. Le vittime delle ennesime intimidazioni sono altri due imprenditori: Giovanni Lo Monaco, 38 anni, fratello di Saverio già destinatario di tre incendi in una sola notte,  e il tunisino Yalas Yaleli, 26enne che si arrangia con piccoli lavori edili. A quest’ultimo è stata data alle fiamme la sua mercedes che era parcheggiata in Via dell’Avvenire. Qualche ora dopo, alle prime luci dell’alba, l’allarme per vigili del fuoco e forze dell’ordine è scattato da Contrada Raccuglia, dove ignoti hanno dato alle fiamme un grosso escavatore su cui gli investigatori hanno lavorato per rilevare eventuali impronte digitali lasciate dai malviventi che lo hanno parzialmente distrutto.  Gli imprenditori sono già stati ascoltati da polizia e carabinieri, ed entrambi sostengono di non avere mai pagato pizzo, né subito minacce da alcuno. L’omertà fa parte del gioco di chi vive in un territorio da sempre al centro di guerre di mafia con morti ammazzati e incendi nei cantieri. La scia di fuoco ha contraddistinto le noti partinicesi degli ultimi giorni. Nella notte tra venerdì e sabato è stato dato alle fiamme un escavatore di un’impresa edile. L’automezzo, che è stato completamente distrutto, è di proprietà di Vanessa Cannavò, titolare di una piccola impresa edile di Partinico. Era piazzato in un terreno privato che insiste sulla strada statale 113, nei pressi delle diramazioni per Grisì e contrada Valguarnera. Proprio nella stessa zona qualche giorno prima ignoti avevano dato alle fiamme la casa di campagna del vicepresidente del Consiglio provinciale di Palermo, Enzo Briganò dell’Mpa, a cui, nei primi di ottobre, ignoti avevano già dato fuoco al portone dell‘abitazione e distrutto, servendosi di una mazza, il vetro del suo studio medico.  Appena mercoledì scorso ben tre intimidazioni avevano svegliato nella notte  Saverio Lo Monaco, piccolo imprenditore edile di Partinico, fratello di Giovanni vittima ieri notte dell’ennesimo messaggio con il fuoco. Al congiunto avevano incendiato la sua auto e nello stesso momento, in via Avellone, avevano messo uno pneumatico cosparso di benzina, nel portone d’ingresso della sua abitazione, danneggiandolo. Non distante dalla sua residenza, in Via De Francisci, gli hanno incendiato un magazzino con all’interno un autoarticolato. Nella notte tra sabato e domenica della scorsa settimana, un’altra auto era stata data alle fiamme in via Milano, ai danni dell’imprenditore edile Vito Lo Biundo di 70 anni. La macchina, una Lancia Delta, è stata distrutta dalle fiamme. Il 27 settembre scorso non distante da Partinico, a Trappeto, un incendio doloso aveva danneggiato un villino a due piani in contrada Piano Inferno. L’edificio è di proprietà di due cognate, Franca Gambino, di 40 anni, impiegata e Francesca Farina, imprenditrice agricola di 49 anni. Le due donne sono sposate con due titolari dell’azienda di Trasporti Gambino: Eugenio Leticia di 41 anni e Francesco Gambino.

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