MONTELEPRE. UN PRETE AVREBBE ASSOLTO SALVATORE GIULIANO

Salvatore Giuliano, prima della sua presunta sua morte, chiese perdono e forse riuscì anche a prendere la comunione. E’ quanto emerge da una lettera, di cui siamo in possesso, scritta da Padre Agostino Reni, un prete probabilmente di Milano che ascoltò la confessione del bandito di Montelepre e scrisse al vescovo di Monreale dell’epoca, Ernesto Filippi. Era il mese di luglio del 1950, qualche giorno prima che Giuliano fu fatto uscire di scena. “Confessò i suoi errori, dei quali era relativamente responsabile. – si legge nella missiva – Preoccupato solo di salvare sua madre. Deciso a non far del male a nessuno ma non a costituirsi”. “Si confessò pentito – scrive ancora Don Agostino Reni – quanti pochi così così ne vidi, mi promise che non avrebbe più sparato salvo legittima difesa, promise di vivere ramingo e di accettare la morte alla prima occasione, in espiazione dei suoi mali. Lo consolai povero figliolo e lo assolsi assicurandogli il paradiso.” Salvatore Giuliano, secondo quanto riportato nella lettera, ricevette forse, anche la comunione eucaristica. “La desiderava – scrive Padre Reni – ma non mi fu possibile accontentarlo e lo mandai in una chiesetta che io gli indicai di buon ora. Don Agostino Reni era convinto della “conversione” di Giuliano e scrisse “Sicuro di non rivedermi più, mi baciò dicendomi: che sarà così come l’ha promesso, ci rivedremo lassù. Il Signore voglia che sia una pecorella del suo ovile ritornata in seno a Dio. Non sempre il giudizio degli uomini è simile a quello di Dio. Sta ora a voi Vostra Eccellenza – conclude la missiva – dare la consolante notizia alla sua vecchia madre. Umilmente.” Firmato Padre Agostino Reni.

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