Emergenza rifiuti. Basteranno i mezzi esterni per tornare alla normalità ?

di Federico Orlando

Continua, anzi peggiora l’emergenza rifiuti, l’immondizia non raccolta ormai da tempo, ha sommerso i cassonetti nei luoghi di raccolta formando delle vere e proprie collinette di rifiuti. Il lunedì poi, dopo il week end, i volumi aumentano soprattutto nelle zone periferiche, dove sono ancora frequentate le case in campagna o vicino al mare. Una situazione paradossale alla quale purtroppo, siamo talmente abituati, tanto da non riflettere più sull’ipotesi, più che reale, di quanto possa far male alla salute, respirare l’aria malsana dei rifiuti in putrefazione. In altri paesi più civili, sarebbero già intervenuti con mezzi straordinari per fronteggiare l’emergenza, qui da noi, essendo considerati l’ultima delle regioni d’Italia, non avendo nessuna considerazione dallo Stato, essendo amministrati da politici scarsi e truffaldini, nessuno prende seri provvedimenti ed il popolo subisce passivamente. L’unica comprensibile reazione a questa continua vergogna, scaturisce nel fatto che qualche cittadino, stanco di vivere tra l’immondizia, gli da fuoco. Una soluzione però improponibile e deleteria, perché oltre alla pericolosità delle fiamme, respirare il fumo prodotto dai roghi dell’immondizia, fa doppiamente male. In questi giorni la raccolta, procede ulteriormente a rilento, perché l’Ato Pa1 non è più sostentato dai mezzi della Protezione Civile e provvede alla raccolta con mezzi propri, sicuramente insufficienti regolarizzare il servizio. Entro oggi saranno espletate le formalità di una gara di appalto che dovrebbe permettere di incrementare il servizio di raccolta con dei mezzi esterni che potrebbero contribuire a limitare i problemi, che comunque persisteranno anche perché i rifiuti saranno scaricati a Gela, con tempi naturalmente più lunghi di quelli che potrebbero essere se fossero scaricati in qualche sito meno lontano. I mezzi esterni in aggiunta a quelli dell’Ato potrebbero dare comunque un aiuto, ma è un servizio che ha un costo di conseguenza a rischio di interruzione se i Comuni non pagheranno l’Ato, come spesso succede. Dunque è una situazione i piena evoluzione che non lascia adito a molte speranze ma infonde troppi dubbi e tanta sconsolazione.

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