ULTIMATUM DI RIGGIO A COMUNE DI ISOLA E REGIONE. IL COMITATO NO RADAR CONTINUA AD OPPORSI

“Se entro un mese non arriverà l’ok per l’installazione a Isola delle Femmine dell’antenna di rilevamento del wind-shear, sposteremo la sperimentazione da Palermo in un altro aeroporto, penso per esempio a Genova o a Reggio Calabria”. Lo annuncia il presidente dell’Enac, Vito Riggio, che ha convocato per domani una riunione con Enav e Gesap, società di gestione dello scalo Falcone-Borsellino. L’incontro servirà a concordare una lettera che sarà inviata al comune di Isola delle Femmine (Pa) e alla Presidenza della Regione siciliana. Alla sperimentazione è collegato un finanziamento di 11,5 milioni di euro, fondi bloccati da sei anni per via dei dubbi espressi dal comune di Isola delle Femmine, la cui amministrazione teme che le radiazioni dell’antenna meteo possano avere conseguenze sulla salute pubblica e sull’ambiente. Il sindaco Gaspare Portobello ha chiesto alle autorità competenti di certificare che il sistema non creei problemi oppure di sistemare il traliccio in un’altra area. “L’antenna produce basse emissioni e non può essere spostata – avverte Riggio – il sito è stato individuato sulla base di misurazioni matematiche. Se il comune o la Regione non vogliono l’antenna lo dicano, siamo pronti ad installarla altrove, aspetteremo solo un mese. Vuol dire che in caso di wind-shear gli aerei saranno dirottati da Palermo a Trapani”. Intanto, errore del pilota, cattiva illuminazione del corridoio che delimita la pista, condizioni meteo difficili: si muove su tre filoni l’inchiesta della Procura di Palermo che cerca di far luce sull’incidente accaduto, venerdì scorso, all’Airbus 319 della Wind Jet, proveniente da Roma, uscito fuori pista, mentre atterrava nello scalo del capoluogo. Il pm che coordina l’indagine, Carlo Lenzi, ha aperto un fascicolo, ancora a carico di ignoti, in cui si ipotizza il reato di disastro colposo. Il magistrato ha disposto il sequestro del velivolo, fino ad oggi transennato e sorvegliato dalla polizia. L’aereo è stato parcheggiato in un’area ai margini del Falcone e Borsellino. Gli inquirenti hanno recuperato le scatole nere, che verranno inviate all’Agenzia Nazionale Sicurezza Volo – che ha aperto un’inchiesta parallela sull’incidente – per essere decriptate.
Ma oltre agli accertamenti tecnici, l’inchiesta della Procura punta sulle deposizioni dei testimoni: i 123 passeggeri – una trentina dei quali rimasti lievemente feriti – e i cinque componenti dell’equipaggio. Non è stato ancora interrogato il pilota del velivolo, ricoverato in ospedale e ancora sotto choc. La Polaria lo sentirà nei prossimi giorni. La sua ricostruzione sarà importante per comprendere se l’Airbus sia finito sul prato per un suo errore o se l’incidente sia stato causato da altri fattori. Come la scarsa illuminazione del corridoio che delimita la pista, che potrebbe avere indotto il comandante in errore sulla posizione del velivolo rispetto al suolo. O come il wind shear, il fenomeno atmosferico che comporta una variazione improvvisa del vento in grado di schiacciare e spingere verso il suolo il velivolo. L’aereo, in questo caso, sarebbe finito fuori assetto; il carrello si sarebbe piegato e l’airbus, spinto, fuori pista, sarebbe atterrato sulla pancia. La situazione dei voli nello scalo palermitano, infine, è tornata alla normalità. Fra tre settimane sarà installata l’antenna mobile in sostituzione di quella tranciata dal velivolo e che, attraverso il sistema Ils (Instrument landing system), permette di portare a termine atterraggi con una visuale orizzontale ridotta anche a meno di 100 metri.
Intanto, “il Presidente dell’Enac Vito Riggio, non ha fatto altro che criticare ed offendere con accuse infamanti, la decisione presa dal Sindaco di Isola delle Femmine, Gaspare Portobello, che finora ha impedito l’installazione dell’antenna radar nel proprio territorio per tutelare la salute dei suoi cittadini”. Ad affermarlo in una nota è il comitato locale No Radar che ritiene l’azione portata avanti dal primo cittadino più che legittima, perché supportata dalla determinazione e dalla volontà dell’intera Comunità isolana e dei Comuni limitrofi che hanno sottoscritto una petizione popolare per la richiesta di intervento di tutela alle Autorità di garanzia istituzionali. Il comitato no Radar – nel documento – chiede al sindaco Portobello di restare fermo sulle sue posizioni e di rispondere a Riggio che anche la Salute dei Cittadini di Isola delle Femmine rientra nel concetto di SICUREZZA e che l’installazione dell’antenna nella ex caserma NATO è incompatibile con il progetto da 80 milioni di euro finanziato dalla Comunità Europea per la creazione de la Città della Scienza, iniziativa sorta per valorizzare la riserva marina di Isola delle Femmine-Capo Gallo a forte vocazione turistica, favorire la biodivesità e rivalutare l’intero sistema delle aree protette”

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