CINISI. TRE GIORNI IN MEMORIA DI PEPPINO IMPASTATO

Tre giorni di iniziative antimafia nel segno della memoria organizzate da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato di Cinisi. Giorno 1 settembre, a dieci anni dall’uscita del film “I Cento Passi” sarà ricordato l’evento dell’importante riconoscimento con il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia. Un film che ha permesso a tutti di conoscere come un giovane e i suoi compagni avessero inventato l’antimafia della società civile. Per l’occasione saranno presenti il regista Marco Tullio Giordana, gli attori principali del film: Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Claudio Gioè, Lucia Sardo, il produttore Fabrizio Mosca, gli sceneggiatori Claudio Fava e Monica Zappelli, assieme al resto degli attori e di altri addetti alla realizzazione del film. La manifestazione prevede: alle 19.30 visita a Casa Memoria; alle 21.00, il trasferimento alla Pizzeria Impastato, alle 21.30 la proiezione della pellicola a cui seguirà un incontro-dibattito. Ad arricchire la serata la partecipazione dei musicisti che hanno dedicato loro composizioni a Peppino e alla sua lotta: Cisco, i Modena City Ramblers, Pippo Pollina, Collettivo Musicale Peppino Impastato ed altri. Il 2 settembre invece, si ricorderà la grande madre di Peppino, Felicia Bartolotta, insieme alle altre donne antimafia. Sarà presentato il cd contenente le voci e le foto delle donne contro la mafia, allegato alla nuova edizione del libro “Felicia e le sue sorelle” di Gabriella Ebano. Oltre all’autrice saranno presenti Pina Grassi, Michela Buscemi, Lucia Sardo, Anna Puglisi e Felicetta Vitale Impastato. Moderatore dell’incontro Francesco La Licata. Venerdì 3 sarà proiettato invece il film “Cento Giorni A Palermo” di Giuseppe Ferrara, in ricordo del generale Dalla Chiesa, a ventotto anni della sua uccisione con la moglie Manuela Setti Carraro ed il suo agente di scorta Domenico Russo. Tra gli appuntamenti previsti nel calendario non sarà più presentato il libro “Don Vito” di Francesco La Licata, edito dalla Feltrinelli, a causa del clima di forte tensione creatosi in seguito alle minacce fatte a Massimo Ciancimino.

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