CASTELLAMMARE DEL GOLFO. CANILE CONSORTILE: POLEMICHE CON IL COMUNE DI ALCAMO

La realizzazione del canile consortile tra i comuni di Castellamamre del Golfo, Alcamo e Calatafimi – Segesta, al centro delle polemiche tra gli amministratori di Castellammare e di Alcamo. Il sindaco della cittadina marinara, Marzio Bresciani, in una nota contesta delle dichiarazioni che avrebbe fatto il vicesindaco di Alcamo Massimo Fundarò che secondo il primo cittadino avrebbe dichiarato che “il progetto è ancora al palo”. Bresciani invece precisa: «Il progetto è al momento fermo poiché il Comune di Alcamo non ha dato seguito alla convenzione approvata dal nostro consiglio comunale con un emendamento, condiviso da questa amministrazione, che dava pari dignità ai tre Comuni che hanno stilato il protocollo d’intesa per la realizzazione del canile. La convenzione, infatti, inizialmente prevedeva che il soggetto responsabile dell’appalto, della gestione, del bilancio, e di tutte le attività riguardanti il canile, fosse il sindaco di Alcamo Giacomo Scala. Gli altri due Comuni, cioè il mio –dice Bresciani- e quello di Calatafimi- Segesta, territorio in cui il canile doveva essere realizzato in un terreno confiscato alla mafia, non avrebbero avuto alcuna voce in capitolo. Il nostro interesse –continua il sindaco di Castellammare del Golfo- è quello di realizzare velocemente il canile e con l’approvazione della convenzione emendata, il soggetto responsabile del canile era diventato il “Comitato dei Sindaci”, con una partecipazione equa di tutti e tre i Comuni interessati. Ma il sindaco di Alcamo –conclude Bresciani- forse non ha gradito il trattamento paritetico previsto nella convenzione emendata, bloccando l’iter per la progettazione del canile». Rimanda al mittente le critiche il vicesindaco di Alcamo Massimo Fundarò: “Il sindaco Bresciani –dice- ha memoria corta! Perché ha sottoscritto un protocollo di intesa e dopo ha cambiato idea, solo perché il consiglio comunale di Castellammare del Golfo ha presentato un emendamento e Bresciani –continua Fundarò- avrebbe dovuto difendere l’accordo firmato. Quindi –conclude il vicesindaco di Alcamo- il problema è rappresentato solo dalla contrapposizione interna nata al comune di Castellammare del Golfo”.

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