GIARDINELLO. TESTIMONI SMENTISCONO AGGRESSIONE A GIUSEPPE RAPPA

I 4 testimoni sentiti ieri in aula, Vincenzo Oliveri, Maria Rita Polizzi, Rosario Polizzi e Giuseppe Geloso, tutti di Giardinello, hanno smentito le dichiarazioni delle parti civili assistiti da Tommaso De Lisi e ricondotto la morte di Giuseppe Rappa a cause accidentali, escludendo categoricamente che lo stesso sia stato colpito o anche semplicemente spinto dagli imputati. Secondo l’accusa, invece, l’uomo sarebbe stato spinto. Della morte del bidello di Giardinello devono rispondere il consigliere comunale Vito Donato, e i suoi parenti Carmelo, Simone e Giuseppe Donato, nonché Francesco Li Puma di Partinico. Una lite per una lotteria, finita con un trauma cranico per Rappa durante la festa patronale del paese il 23 agosto di due anni fa. Rappa è deceduto dopo 45 giorni di coma in ospedale. I testimoni – evidenzia in una nota il difensore Giuseppe Amato – hanno precisato che Giuseppe Rappa, portatore di protesi ad entrambi gli arti inferiori, era molto agitato a causa del sorteggio di un pony, a suo dire svoltosi non regolarmente. Rientrato al campo sportivo avrebbe agitato ripetutamente in aria la stampella, inveendo contro gli organizzatori, fino aperdere l’equilibrio e cadere, sbattendo violentemente il capo a terra. Nessuno dei teste ha confermato l’aggressione contestata agli imputati – prosegue l’avvocato Amato – escludendo, anzi, la vicinanza degli imputati a Giuseppe Rappa al momento della caduta. Così come hanno escluso, nello stesso frangente, la presenza della moglie di Rappa, Luisa Zagara, come invece la stessa avrebbe dichiarato in una precedente udienza. Il processo contro i 5 imputati, difesi dai legali Pino Amato, Valeria Mosca ed Enrico Sanseverino, proseguirà il prossimo 13 luglio per sentire altre testimonianze.

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