L’ASI NEGA RESPONSABILITA’ SU SVERSAMENTI LIQUIDI INQUINANTI A CARINI

La guardia di finanza segnala lo sversamento di liquidi inquinanti nella zona antistante il litorale di Carini a causa di un malfunzionamento dell’impianto di depurazione . Durante una missione di sorveglianza marittima, compiuta a bordo di un elicottero della sezione aerea della guardia di finanza di Palermo, i piloti hanno avvistato un’enorme chiazza scura localizzata in prossimità della foce del fiume Ciachea e hanno ricercato la causa risalendo la macchia fino all’origine, sino al vicino impianto di depurazione consortile Asi. I piloti hanno contattato la sala operativa che ha attivato la macchina dei controlli integrata di militari della sezione operativa navale e di agenti dell’Arpa, i quali hanno prelevato e campionato i liquidi sversati, eseguendo accurati rilievi. Le risultanze degli accertamenti hanno evidenziato gravi violazioni delle norme di legge a tutela dell’ambiente e del codice penale, con la segnalazione alla procura di 4 persone. Il Presidente dell’Asi, Alessandro Albanese, smentisce però che la macchia scura rilevata dalle fiamme gialle derivi dal depuratore consortile. “I nostri tecnici – dice Albanese – monitorano quotidianamente la funzionalità dell’impianto che ci risulta operare a pieno regime. Tecnicamente – aggiunge Albanese – il depuratore non puà scersare acque non trattate, andrebbero piuttosto controllati – conclude Albanese – gli impianti di sollevamento dei comuni che confluiscono i reflui nel nostro depuratore”. “Abbiamo effettuato tutte le verifiche sul funzionamento del depuratore dell’agglomerato industriale di Carini e ci risulta che l’impianto è in regola con i valori stabiliti dalla legge” dichiara invece Antonino Montalbano, dirigente generale del Consorzio ASI . Ci sentiamo, dunque, estranei dall’accusa di inquinamento mossa nei confronti del Consorzio. Ogni giorno – prosegue Montalbano – i tecnici dell’area manutenzione del depuratore effettuano diversi controlli e in caso di anomalie siamo i primi a bloccare il funzionamento dell’impianto. Inoltre il depuratore consortile è soggetto a controlli continui da parte dei tecnici dell’Arpa , e finora gli esiti sono sempre stati negativi. Ricordiamo, comunque, che le acque del depuratore non sono le uniche a sboccare in mare”.

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