OMICIDIO ROBERTA RIINA. LA CASSAZIONE CONFERMA CONDANNA A 22 ANNI PER EMILIO ZANINI

Confermata in Cassazione, la condanna a 22 anni di reclusione nei confronti di Emilio Zanini, per avere ucciso, il 18 ottobre 2005, la studentessa di Partinico Roberta Riina. I giudici della Corte d’assise d’appello avevano confermato nel maggio del 2009 anche l’attenuante per la seminfermita’ mentale. La sentenza definitiva in Cassazione arriva dunque a cinque anni dalla terribile e triste vicenda, quando il vagabondo nullafacente all’epoca dei fatti 43 enne si intrufolò dentro casa di Roberta, nella sua stanza dal balcone e la colpì mortalmente. L’uomo non rubo’ nulla ma si limito’ a palpeggiare il corpo della ragazza tramortita, lasciando tracce di liquido organico. L’imputato fu individuato dopo avere tentato di violentare un’altra donna Rita Greco, nell’aprile del 2006 sempre a Partinico: ma la stessa donna riusci’ a metterlo in fuga e poi lo indico’ ai poliziotti. Ad inchiodare Zanini fu il test del Dna, che restò sotto le unghie di Rita dopo una colluttazione. Per la tentata violenza sessuale Emilio Zanini oggi 48enne, è stato condannato il 16 marzo scorso a 8 anni di reclusione. I legali di Zanini, due donne, Nora Campo e Cristina Marasà, si battono per il riconoscimento della totale infermità mentale dell’uomo ed hanno annunciato anche di ricorrere in appello per questa condanna. Mentre si ritengono soddisfatti per la sentenza della Cassazione gli avvocati Luigi Longo ed Ivo Ferrara, legali della famiglia Riina, parte civile al processo contro l’assassino della figlia Roberta.

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