CARINI. DOMANI ASSEMBLEA PUBBLICA DELL’ITALTEL

Si terrà domattina alle 11, nello stabilimento Italtel di Carini, un’assemblea aperta alle autorità pubbliche sulle “Iniziative politiche atte a sostenere la Ricerca e l’innovazione per il mantenimento dei livelli occupazionali e il rilancio dell’azienda”.In uno scenario di generale arretratezza del tessuto economico e sociale assume il carattere di dramma sociale la crisi in atto nel settore industriale in Sicilia, il conseguente calo dei livelli occupazionali, il pesante ricorso alla cassa integrazione, la progressiva scomparsa delle attività di ricerca. La situazione è tale da eliminare ogni prospettiva per il futuro delle nuove generazioni: i laureati delle facoltà tecnico-scientifiche possono solo ipotizzare l’emigrazione o un percorso di precarietà, mentre in altre regioni possono mettere a disposizione della collettività le loro conoscenze, la loro energia, il loro contributo di idee e di intelligenza. In tale contesto emblematica è la situazione dei laboratori di ricerca Italtel di Carini. Nello spazio antistante l’ingresso del comprensorio industriale da più settimane i ricercatori hanno allestito un gazebo presidiato permanentemente dai lavoratori per protestare contro la decisione dell’azienda di attuare un progressivo disimpegno in Sicilia, che ha già determinato l’avvio di un incerto percorso di cassa integrazione per 6 mesi a zero ore, per 53 tecnici su un totale di 234. Va rilevato, nell’ambito della vicenda, il comportamento antisindacale della direzione aziendale, privo peraltro di ogni carattere di umanità, sia per le modalità adottate nella scelta dei lavoratori che per le modalità con cui sono stati informati della loro collocazione in cassa integrazione. Infatti, non è stato adottato il criterio della rotazione e non sono state resi noti i criteri di selezione dei lavoratori per cui era richiesta la sospensione delle attività lavorative. Inoltre, agli stessi lavoratori, nonostante alcuni con una anzianità aziendale superiore anche a 25 anni, la decisione è stata comunicata con una semplice e fredda e-mail, dando loro solo il tempo di raccogliere i propri effetti personali e lasciare, forse per sempre, l’azienda. In una tale situazione è più che mai urgente che le forze politiche e sociali, il governo regionale, le istituzioni, prendano finalmente atto della gravità della crisi e, aldilà delle rituali prese di posizione e delle generiche dichiarazioni a favore dei lavoratori, pongano in essere tutte le azioni atte a salvaguardare le prospettive di sviluppo e occupazione in Sicilia. E’ necessario – scrivono in una nota le rappresentantanze sindacali unitarie dell’Italtel di Carini, e le sigle Fim-Fiom-Uilm – che alle parole seguano i fatti, deve essere attivata immediatamente una “task force” con lo scopo di effettuare una ricognizione delle crisi in corso ed una analisi della situazione per la conseguente attivazione di tutte le misure possibili onde evitare un “disastro annunciato”. Il governo regionale deve attivare immediatamente tutte le procedure atte a sostenere la ricerca industriale e l’innovazione facendo ricorso alle ingenti disponibilità di fondi europei destinati alle aree sottosviluppate. L’utilizzo di tali fondi e l’attivazione di accordi di programma quadro deve avvenire in modo tale da massimizzare il ritorno degli investimenti evitando che i finanziamenti vadano temporaneamente a coprire disavanzi di bilancio di società che non hanno interesse nella crescita, competitività, occupazione della Sicilia. La battaglia contro la disoccupazione è una sfida che deve coinvolgere tutti: le industrie, i sindacati, il governo regionale e nazionale, le istituzioni. E’ una battaglia che si può vincere con il rilancio della ricerca e dell’innovazione, con il progresso tecnico, con la società dell’informazione.

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