MAFIA. NO A TELECAMERA IN BAGNO PER IL BOSS LO PICCOLO

Il boss mafioso Salvatore Lo Piccolo ha diritto a non essere ripreso dalla videosorveglianza del carcere di Opera, dove è detenuto in regime di 41 bis, mentre espleta in bagno i propri bisogni fisiologici. Lo ha deciso il magistrato di Sorveglianza di Milano, Giovanna di Rosa, accogliendo il reclamo presentato dal suo legale dopo una sentenza di annullamento con rinvio della Cassazione di una precedente ordinanza dello stesso organo di Sorveglianza. E’ stata proprio la Corte Suprema a evidenziare nella sua pronuncia il principio, accolto dallo Sorveglianza, che “occorre assicurare il rispetto dei momenti di intimita’ personali, essendo da evitare trattamenti degradanti e inumani”. Lo Piccolo veniva filmato 24 ore su 24, anche nella toilette. Un controllo troppo invasivo per i giudici della Sorveglianza, a meno che, ma non è questo il caso, ci sia il pericolo che il detenuto compia atti autolesionistici oppure ci sia il rischio che venga aggredito da altre persone. “Una così incisiva e invasiva modalità di controllo carcerario – si legge nell’ordinanza – è idonea a determinare nel tempo pesantissime conseguenze sulla stessa psicologia del detenuto e quindi sulla sua salute personale”. Nel caso del regime carcerario riservato ai boss più pericolosi, per la Sorveglianza è sufficiente il tradizionale controllo attraverso le feritoie appositamente disposte nei bagni, senza che ‘il grande fratello’ arrivi a spiare Lo Piccolo anche mentre fa pipì.

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