DELITTO FRAGALA’. IL BORGETTANO D’ARRIGO PRENDE LE DISTANZE DALL’OMICIDIO AL PROCESSO CARTHAGO

Un imputato, sotto processo per mafia a Palermo, si dissocia pubblicamente in un’aula di tribunale dal delitto dell’avvocato Enzo Fragalà. Si tratta di Andrea D’Arrigo, 69 anni, uomo d’onore di Borgetto.
È successo ieri, nel corso del processo “Carthago”, in cui tre degli imputati erano difesi proprio dal penalista assassinato a bastonate, all’uscita del suo studio legale proprio di fronte al Palazzo di giustizia di Palermo.
Prima di iniziare il dibattimento il gup Lorenzo Matassa aveva voluto ricordare il legale ucciso, ma subito dopo, uno degli imputati, Andrea D’Arrigo, considerato vicino al clan dei Vitale di Partinico, ha aggiunto, come riportato oggi dal Giornale di Sicilia : “Anche noi siamo d’accordo con quello che ha detto il giudice”. Ma “noi” chi? Viene da chiedersi.
Una presa di posizione chiara che i giudici non sottovalutano. Il segnale ora non è più generico: D’Arrigo avrebbe potuto tacere e limitarsi a rimanere in piedi. Invece, il borgettano, che non era cliente di Fragalà, ha preso la parola in proprio quel momento.
E’ la prima chiara dissociazione, dopo le smentite ufficiose e gli altri messaggi lanciati dal carcere da singoli detenuti. Finora nessun detenuto, nessun imputato di mafia aveva mai aperto bocca per dire ufficialmente, in udienza, una parola. D’Arrigo lo ha fatto. Gli inquirenti non si sbilanciano, ma guardano con attenzione alle sue spontanee dichiarazioni.
Il processo con il rito abbreviato nei confronti degli imputati coinvolti nell’operazione Chartago, che nel gennaio dello scorso anno ha portato in carcere 17 presunti mafiosi di Borgetto e Partinico, è iniziato ieri. Davanti ai giudici, sono comparsi il boss Nicolò Salto e il figlio Antonino, Giuseppe Bacarella , Andrea D’Arrigo, Salvatore La Puma, Francesco e Giuseppe D’amico, tutti di Borgetto e Nunzio Tocco di Partinico. Questi ultimi tre erano difesi dall’avvocato Enzo Fragalà.
Le sentenze si conosceranno tra un paio di settimane.

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