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PROCESSO “CARTHAGO”. RINVIATA AL 25 NOVEMBRE L’UDIENZA, IN AULA RACCUGLIA

All’udienza preliminare di oggi del processo “Carthago” sulla faida mafiosa tra Partinico e Borgetto c’era anche il boss Mimmo Raccuglia, catturato dalla Polizia domenica scorsa dopo 13 anni di latitanza. Il processo è stato subito rinviato al 25 novembre perchè il legale di Raccuglia, l’avvocato Tommaso Farina ha chiesto un termine a difesa, per potere impostare la linea difensiva con il proprio assistito. Anche oggi Raccuglia si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il processo si sarebbe dovuto tenere nel Tribunale di Palermo ma era stato spostato in extremis a Pagliarelli, per motivi di sicurezza legati alla presenza dell’ex latitante.
Nell’aula bunker del carcere di Pagliarelli, è comparso davanti al gup Lorenzo Matassa che celebra l’udienza preliminare a carico di 17 tra boss e uomini d’onore accusati di associazione mafiosa ed estorsione. Il procedimento è nato dalle indagini dei carabinieri coordinati dai pm Anna Maria Picozzi e Francesco Del Bene. Sempre nell’aula bunker del carcere Pagliarelli oggi il gip di Trapani dovrà sciogliere la riserva sulla convalida dell’arresto del capomafia di Altofonte.
Nella precedente udienza del processo Carthago il Gip aveva accolto la richiesta di costituzione di parte civile dei comuni di Borgetto e Partinico rappresentati rispettivamente dall’avvocato Salvatore Palazzolo, sindaco di Cinisi, e dall’avvocato terrasinese Giacomo Palazzolo.
I legali dei presunti mafiosi di Partinico e Borgetto, per i quali si deve decidere il rinvio a giudizio, hanno contestato davanti al Gup le intercettazioni degli investigatori che hanno portato all’arresto di 16 persone, lo scorso 21 gennaio.
Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare Nicolò Salto, fedelissimo di Mimmo Raccuglia, e i figli Alessandro, poi scarcerato, e Antonio, Salvatore Corrao (che era già detenuto a Messina), Santo Musso, Andrea D’Arrigo, i fratelli Gaspare e Giuseppe Bacarella, Salvatore La Puma, Giuseppe Giambrone (detenuto a Trapani), Francesco D’Amico e il figlio Giuseppe, Francesco Nania (detenuto a Palermo), il padre Antonino Nania e Pietro Brugnano (già scarcerato). Anche Raccuglia come nuovo capo del mandamento mafioso di Partinico doveva essere arrestato in quell’occasione.
Le indagini avevano permesso di ricostruire i moventi e i retroscena di diversi delitti che si erano consumati in pochi mesi tra Borgetto e Partinico, per il predominio sul territorio. Dall’operazione “Carthago” era emerso, inoltre, che la mafia dei due paesi aveva stretto rapporti con i boss siculo-americani a New York.

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