BORGETTO. CONCLUSO CARTELLONE ESTIVO

Una suggestiva mostra pittorica domenica scorsa ha chiuso il cartellone estivo di “Borgetto in Festa”. Un’esposizione collettiva di pittori locali ha abbellito le antiche scalinate a ridosso del Belvedere. Una manifestazione che ha incuriosito ed affascinato i visitatori sia per il forte contrasto che le tele hanno creato sullo sfondo di pareti fatiscenti ma evocative e cariche di storia; sia per l’incantevole fascino del suono degli archi e dei timpani suonati dai musicisti dell’associazione Erato, che eseguendo melodie ancestrali hanno accompagnato i visitatori su e giù per la scalinata, riportata a nuova vita da un recente recupero strutturale, su cui è stata allestita la mostra. A completare la scenografia al calar del sole: piccole fiaccole, corpi luminosi, giochi di luce e piante ornamentali.
“La mostra, realizzata in questo modo inusuale, era un progetto in embrione da parecchio tempo – spiega l´Assessore alla cultura, Francesco Davì – che estrinseca la nostra determinata volontà di affermare con forza, ma al contempo con la dovuta discrezione, che Borgetto è NONSOLOMAFIA e che gli artisti, le persone di cultura ma soprattutto i giovani, hanno la necessità di stimoli adeguati per liberare la propria fantasia e la volontà di dimostrare senza ostentazione le proprie capacità. E´ stata – continua Davì – un´occasione propizia per infondere in loro la speranza che è urgente ed inderogabile ripartire dal proprio territorio per tirare fuori le valenze professionali, evitando il più possibile la “fuga di cervelli” che flagella il Sud e l´intera Italia. Cercheremo in tutti i modi – promette l’Assessore – di dare loro il giusto e meritato risalto, con l´augurio che possano avere presto un ritorno in termini di crescita professionale ed artistica. Ripeteremo queste manifestazioni in modo da far parlare più spesso di quanto di buono e di prezioso alloca nella nostra comunità borgettana, in netta antitesi alla criminalità, che ha bisogno anche di queste azioni per essere confinata e ghettizzata in un limbo che ci auguriamo – conclude Francesco Davì – possa polverizzarsi presto”.

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