Gio. Gen 23rd, 2020

Borgetto, condannate le cinque maestre che maltrattavano gli alunni alla materna

 Avrebbero maltrattato i loro piccoli alunni, compreso un bambino diversamente abile, tutti dall’età compresa tra i 4 e gli 8 anni. Adesso, per le 5 maestre della scuola materna di Borgetto è arrivata la sentenza del giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo  Antonella Consiglio.  Maria Concetta Vitale, 56 anni, di Cinisi, Daniela Antonina Di Gregorio, 45 anni, originaria di Erice, Maria Caruso, 59 anni, e Rosa Lupo, 66 anni, entrambe di Partinico, e infine  Giuseppina De Luca, 36 anni, di Giardinello, al termine del rito abbreviato, sono tutte state condannate a due anni di carcere, pena sospesa, nel rispetto della richiesta inoltrata dal sostituto procuratore Giorgia Righi che aveva coordinato l’inchiesta Riconosciute, inoltre,  provvisionali di tremila e di cinquemila euro a titolo di risarcimento dei danni ai piccoli che, con i loro genitori e i nonni si sono costituiti parte civile nel processo.  Le indagini dei carabinieri sono scattate nel 2018 dopo le denunce di alcuni genitori, preoccupati dai comportamenti dei figli e messi in allarme dai segni delle percosse ritrovati nei loro corpi. Lividi e ferite che gli stessi alunni, alle domande dei genitori, attribuivano alle violenze subite in classe dalle insegnanti. Gli investigatori hanno ricostruito quanto avveniva a scuola, tra i piccoli trascinati con forza e costretti con le “cattive” a restare seduti. Schiaffi, calci e maltrattamenti che avrebbero riguardato anche l’alunno disabile. Le telecamere nascoste hanno ripreso scene che hanno confermato i sospetti degli investigatori. Frasi come “Ti faccio cadere i denti”, “Ma sei scemo”, “Io veramente a qualcuno lo ammazzo”, “la testa ti svito”, sono state registrate dall’occhio elettronico che captava perfettamente anche l’audio. Inoltre, spesso, le maestre condannate punivano i bambini troppo vivaci richiudendoli in una stanza buia. Una situazione terribile e desolante in danno di minori.  Il 21 febbraio dello scorso anno, quindi, scattò il blitz dei militari. Il Gip Filippo Lo Presti accolse però solo parzialmente le istanze della Procura che aveva richiesto per tutte la custodia cautelare.  Tre delle maestre vennero  sospese per un anno. Una di loro, Daniela Antonina di Gregorio venne poco  dopo riammessa a scuola grazie alla revoca della misura interdittiva ottenuta dal Tribunale del Riesame. Le altre due sono sempre rimaste libere perché «l’uso della violenza e delle intimidazioni era ingiustificabile, ma non sistematico».   Dopo le condanne ed il rinvio a giudizio sarà il ministero dell’Istruzione a valutare se sospendere o meno le imputate dal servizio.

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