Lun. Dic 9th, 2019

Capaci, scomparsa Santo Alario, i resti trovati a Caccamo “sono suoi”

 I resti umani, ritrovati a giugno in contrada Gurgo, nelle campagne di Caccamo, apparterrebbero a Santo Alario, l’uomo di 42 anni scomparso da Capaci il 7 febbraio dell’anno scorso. La conferma, secondo quanto scrive oggi il Giornale di Sicilia,  arriva  dai carabinieri dei Ris. Secondo la Procura di Termini Imerese, Santo Alario sarebbe stato ucciso da Giovanni Guzzardo che, tuttavia, da questa accusa è stato assolto lo scorso mese di luglio. L’assoluzione era arrivata proprio  perché non era stato ritrovato il cadavere di Alario e l’arma utilizzata per ucciderlo . Adesso,  però, anche le ossa e gli indumenti ritrovati vengono ritenuti compatibili dagli inquirenti con quelli della vittima. Alla luce di questi nuovi elementi la procura di Termini Imerese ha deciso di appellare la sentenza di primo grado. Il Dna delle ossa scoperte a Caccamo è stato comparato con quello della vittima trovato in alcuni capelli rimasti su una spazzola. E’ stato messo a confronto anche con quello della madre Maria Anna Musso, confermando, per il Ris, “un rapporto di parentela verticale (madre/figlio)”. Secondo i carabinieri sarebbe “788 mila volte più probabile” che le ossa siano di Alario che non di un’altra persona, tanto che è possibile affermare – come scrivono – che le ossa in reperto sono relative ad Alario Santo”. La compagna di Alario, Rosalia Sparacio, avrebbe riconosciuto alcuni indumenti ritrovati nelle campagne di Caccamo. Le indagini dei carabinieri proseguono per accertare chi abbia ucciso l’uomo. Santo Alario, con alle spalle diversi precedenti penali, il 7 febbraio dello scorso anno si era allontanato da Capaci a bordo della panda di Giovanni Guzzardo che, in paese, gestiva il bar Avana, diretti a Ventimiglia di Sicilia.  Durante il viaggio, Alario aveva inviato diversi videomessaggi alla compagna, Rosalia Sparacio,  ma dopo i due scomparvero nel nulla. La macchina venne  ritrovata dopo alcuni giorni non lontano dalla diga Rosamarina e solo dopo tre mesi i  carabinieri riuscirono a scovare Guzzardo che si era nascosto in un casolare nelle campagne di Caccamo L’uomo deteneva un fucile e finì in carcere per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Alario. Guzzardo all’inizio si rifiutò di parlare, ma poi disse di essersi nascosto per paura.  Guzzardo venne rinviato a giudizio optando  per il rito abbreviato. A luglio era arrivata l’assoluzione, adesso per lui si profila un nuovo processo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.