Ven. Nov 22nd, 2019

Partinico, chiusa Cantina Borbonica, orari ingesso ridotti ai “Carmelitani”

Si potrà visitare solo su prenotazione, d’ora in poi, la Real Cantina Borbonica di Partinico. Il complesso monumentale, infatti, è stato chiuso dal Commissario Straordinario del comune Rosario Arena, nell’ottica di una spending review pianificata che va di pari passo con la riorganizzazione degli  uffici e dei servizi. Ridotti, inoltre, gli orari per accedere al Palazzo dei Carmelitani di cui la locale associazione turistica Pro-loco non potrà più fruire quando desidera, tant’è che il Presidente, Benito Coniglio, ha dovuto restituire le chiavi all’ente locale. Provvedimenti che per il Commissario Arena si sono resi indispensabili  per via delle carenze in pianta organica. “Il nostro è un comune in dissesto finanziario – dice – non potevo permettere, vista l’esigua presenza di visitatori, di lasciare tre unità di personale a non far nulla alla Real Cantina Borbonica. La struttura d’ora in poi verrà aperta solo su prenotazione. Per quanto riguarda il Palazzo dei Carmelitani – aggiunge Arena – lo stesso non può restare aperto in orari extra a quelli previsti dal comune, visto che contiene beni di grande valore ed è privo di impianto di videosorveglianza. Non so a quale titolo la Pro-loco avesse la disponibilità del Palazzo dei Carmelitani che, potrà continuare ad utilizzarne i locali, ma esclusivamente negli orari di apertura del sito, da qui la richiesta della restituzione delle chiavi”. Il Presidente dell’associazione turistica, Benito Coniglio  ha chiesto un incontro al comune con il dirigente di settore, il personale impiegato e di quanti ne usufruiscono, perché ritiene che il provvedimento penalizzi soprattutto il personale assunto attraverso il servizio civile.  Polemico al riguardo il vicepresidente del consiglio comunale Erasmo Briganò, il quale definisce assurda la decisione di Arena di rendere fruibile, solo su prenotazione,  la Real Cantina Borbonica che ospita a titolo gratuito i musei dei maestri pupari Canino e Garifo. “Questo provvedimento – conclude Briganò – è in antitesi con il progetto di creare un percorso turistico-religioso della città per attrarre visitatori”.

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