Mer. Gen 22nd, 2020

Alcamo, è morto il boss Ignazio Melodia: da tutti conosciuto come “u dutturi”

E’ morto ieri ad Alcamo Ignazio Melodia, 63 anni, il boss del mandamento locale. Ultimamente era finito sotto processo e condannato in appello nell’ambito dell’operazione “Freezer” in cui è emersa la ricostituzione del clan per imporre il racket delle estorsioni in città e nell’hinterland. Melodia era da tutti soprannominato con il nomignolo di “u dutturi” perchè è stato medico dell’Asp per lungo tempo. Si tratta del fratello del boss Antonino, in carcere per scontare diversi ergastoli e ritenuto indiscusso capomandamento di Alcamo. Il suo posto sarebbe stato preso proprio da Ignazio Melodia, sulla base di alcuni recenti riscontri degli inquirenti. In quest’ultima operazione venne condannato a 4 anni e 8 mesi con l’accusa di associazione mafiosa. Scarcerato dal 2012, dopo avere scontato una condanna di 10 anni in via definitiva per mafia, Melodia era tornato a guidare il mandamento di Alcamo, Calatafimi e Castellammare del Golfo, e si spingeva anche ben oltre. Era proprio lui che organizzava questi summit e non solo all’interno della cella frigorifera di un fruttivendolo di via Foscolo ad Alcamo ma anche in bar o attività commerciali. E’ venuto fuori come la mafia alcamese operasse con i metodi tradizionali: avvertimenti, estorsioni ad imprese e commercianti. In particolare è stata intercettata un’estorsione di cui si era incaricato personalmente Ignazio Melodia. La vittima però ha reagito, nel senso che lo ha registrato di nascosto e dopo ha fatto ascoltare tutto agli inquirenti: “Io mezza provincia comando” avrebbe detto “u dutturi”. C’è da dire che il nome di Ignazio Melodia ha imperversato in diverse indagini antimafia ad Alcamo tra gli anni ’80 e ’90: lui era vicino all’ala dai corleonesi di Totò Riina e come accade nel resto della Sicilia anche il suo mandamento fu fortemente debilitato da una serie di arresti. Addirittura in quest’ultima operazione “Freezer” le cimici hanno svelato l’influenza esercitata dai clan durante le elezioni amministrative del 2016 nella cittadina alcamese. Ingerenze che risultarono alla fine poi vane perchè la cosca comunque non ottenne ciò che avrebbe voluto e cioè un potenziale riferimento all’interno dell’assise.

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