Gio. Ott 17th, 2019

Alcamo, omicidio Coraci: il condannato Gatto ricorre in Cassazione

In carcere dal 2015 con l’accusa di avere ucciso Enrico Coraci, con la complicità del fratello Francesco, l’alcamese Vincenzo Gatto si è rivolto alla Cassazione per chiedere l’assoluzione. Il suo legale, l’avvocato Cinzia Pecoraro, sta predisponendo l’istanza contro la sentenza della Corte d’Appello, facendo leva su alcune incongruenze emerse durante i due diversi gradi del  processo a carico del proprio assistito, in particolare  nelle le dichiarazioni rilasciate dal “super testimone” che avrebbe assistito al delitto.   “Anzitutto Francesco ha sin da subito escluso ogni partecipazione al delitto da parte di Vincenzo –afferma Cinzia Pecoraro – assumendosi ogni responsabilità. Non c’era alcuna premeditazione e ci sarebbero alcuni testimoni a confermarlo”. L’avvocato si riferisce alle persone che inizialmente avrebbero assistito al litigio avvenuto in un locale di Alcamo tra  Coraci e Francesco Gatto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri la vittima, una volta uscito dal locale, sarebbe stato seguito e freddato poi dai Gatto per un regolamento dei conti. “Questi testimoni sostengono di aver visto Vincenzo intervenire per sedare la lite e metterci la buona parola – evidenzia il legale – Tanto che Coraci e Francesco Gatto sono stati visti far pace e addirittura baciarsi, proprio per intercessione del fratello più piccolo.  Il loro incontro successivo fu casuale. Francesco Gatto ha spiegato che l’auto non era sua, non sapeva che vi fosse al suo interno un’arma. Lo stesso super testimone ha fornito tre diverse versioni al riguardo”. Lo stesso supertestimone ha sostenuto che prima che Francesco sparasse il fratello Vincenzo, al suo indirizzo, gli fece il segnale di stare in silenzio, cosa che quindi ha convinto i giudici che sapesse cosa stessa accadendo e che per Coraci fosse stato preparato un agguato in via Ruisi, strada nel cuore del quartiere popolare del “Villaggio regionale”. “Prove e intercettazioni –rilancia l’avvocato – non corrispondono alla ricostruzione”

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