Mar. Ott 15th, 2019

Invaso Poma, ancora acque torbide, soffrono i comuni della fascia costiera. Capaci esasperata

Ennesima interruzione idrica temporanea dell’adduttore Jato. A causa di un nuovo incremento della torbidità delle acque prelevate dall’invaso Poma, l’Amap ha dovuto nuovamente disporre il fermo dell’impianto di potabilizzazione Cicala. Viene quindi ulteriormente ridotta l’erogazione idrica in tutti i comuni della fascia costiera Nord-Ovest, quali Balestrate, Trappeto, Terrasini, Cinisi, Carini, Capaci e Isola delle Femmine, nonché all’Aeroporto Falcone e Borsellino di Punta Raisi. La portata subirà una sensibile diminuzione e l’Amap non esclude probabili interruzioni temporanee. Per limitare i disservizi, la società ha realizzato in urgenza un collegamento tra la condotta pedemontana e l’adduttore Jato che permetterà di alimentare i comuni di Capaci e Isola delle Femmine con le acque in arrivo dal Potabilizzatore Risalaimi. La problematica della torbidità è stata portata all’attenzione dell’Autorità di Bacino e del Dipartimento Regionale Acque e Rifiuti, gestore dell’invaso, al fine di potere trovare una rapida soluzione e ripristinare al più presto la normale erogazione a tutti i comuni della fascia costiera nel più breve tempo possibile. La nuova interruzione idrica ha mandato su tutte le furie la popolazione di Capaci che ha sfogato la propria rabbia sui social. Nel frattempo,  al Comune è stata istituita un’Unità di crisi chiamando a raccolta gli Assessori e i Consiglieri comunali. Il sindaco Pietro Puccio ha manifestato tutte le perplessità del caso. “Non ci sono certezze sui tempi del ripristino – ha detto – e questo è inaccettabile. Inoltre ho informato la Prefettura e il Presidente della Regione. Ho convocato un tavolo tecnico coinvolgendo tutti i comuni della fascia costiera, motivata dal fatto che la penuria d’acqua comporta problemi di ordine pubblico e sanitari. I cittadini sperano che una soluzione possa essere trovata nel più breve tempo possibile.  Speriamo che si ponga fine a questa ignobile situazione che – conclude il primo cittadino di Capaci – non è degna degli anni duemila in cui viviamo.

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