Lun. Dic 9th, 2019

Corleone, truffa all’UE, sequestrati € 2 mln di beni all’imprenditore Michele Giandalone

La Dia di Palermo ha eseguito un sequestro di beni e conti correnti nei confronti di Michele Giandalone, 44enne, imprenditore originario di Corleone. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla sezione Misure di Prevenzione del tribunale, su proposta del direttore della Dia, Giuseppe Governale, e della Procura della Dda, con la firma del Procuratore Aggiunto Marzia Sabella e del Sostituto Claudia Ferrari. Lo stesso Tribunale, a novembre del 2010, aveva ritenuto l’imprenditore “portatore di una pericolosità sociale generica” legata alla commissione di truffe, scoperte dalla Procura di Termini Imerese nel corso di precedenti indagini, che avevano evidenziato l’esistenza di meccanismi finalizzati a realizzare frodi all’Iva comunitaria nel settore del commercio di auto, effettuate da imprese operanti in Italia e all’estero attraverso l’interposizione di “società cartiere” (frodi carosello), ritenute nella disponibilità di Giandalone. Successive verifiche fiscali svolte dalla Guardia di Finanza sulle sue società,  hanno inoltre accertato un’evasione di IRES e IVA di quasi 5 milioni di euro, parzialmente recuperati con l’emissione di decreti di sequestro per equivalente, e un debito fiscale di 17 milioni di euro. Per gli investigatori significativo è stato un post pubblicato su Fb da Michele Giandalone con un video-parodia dal titolo “La vita com’è”, in cui due comici palermitani recitavano la parte di due contribuenti che ricevevano cartelle esattoriali da Equitalia.
Mentre il primo si disperava, il secondo sbeffeggiava il Fisco poiché, essendo formalmente nullatenente, si sentiva inattaccabile. Giandalone commentava con un amico di riconoscersi nel secondo personaggio (Mi si addice a pennello…Quello sono io ah ah…). Il debito con il Fisco, infatti, non gli aveva impedito di comprare, intestandola ad una sua società, una Porsche Macan di cui faceva esclusivamente uso. Il sequestro si fonda su accertamenti patrimoniali compiuti dalla Dia per il periodo 1999-2008, basati sul suo bilancio familiare, sul suo tenore di vita e sui flussi finanziari che hanno evidenziato una netta sproporzione con i redditi dichiarati e quindi dimostrato la provenienza illecita dei capitali.  La Dia ha dunque proceduto al sequestro: della società “Auto e passioni” s.r.l.; dell’intero capitale sociale e complesso dei beni aziendali della “Chantilly” s.r.l., nonché della “Chantilly 2” s.r.l., con sede legale a Palermo, si tratta di bar esistenti all’interno del centro commerciale di via Ugo La Malfa e all’angolo tra via De Gasperi e via Strasburgo;

di una Porsche Macan S del valore di quasi 90mila euro; di un’abitazione e 2 magazzini a Palermo e Corleone; di libretti nominativi ordinari, conti correnti bancari, depositi a risparmio, investimenti assicurativi e rapporti finanziari, tutti direttamente riconducibili a Giandalone o ai suoi familiari, per un valore complessivo in oltre 2 milioni di euro. 

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