Gio. Ott 17th, 2019

Cinisi, si della Regione all’esproprio del casolare in cui venne ucciso Peppino Impastato

La Giunta regionale siciliana, su proposta del presidente Nello Musumeci, ha approvato gli atti necessari per procedere a Cinisi all’espropriazione del casolare e del terreno circostante, in cui la mafia assassinò, il 9 maggio del 1978, Peppino Impastato. Il governo ha impegnato 106.345 euro necessari per l’acquisizione dell’immobile, dichiarato cinque anni fa di “interesse culturale”. La stima del valore è stata effettuata dal Dipartimento regionale delle Infrastrutture, mentre al Dipartimento dei Beni culturali è stata affidata la procedura espropriativa dell’immobile, di proprietà privata. “Con il provvedimento assunto dal Governo regionale – dice Musumeci – manteniamo l’impegno assunto, anche da me in prima persona, al tempo in cui guidavo la commissione Antimafia, nei confronti della famiglia Impastato e di tutta la comunità regionale. “Quell’edificio – aggiunge – diventerà bene pubblico e accessibile alla fruizione di tutti. Peppino Impastato rappresenta un simbolo della Sicilia onesta che ha combattuto, e deve continuare a combattere, la criminalità mafiosa e il malaffare. Una figura che, oltre le diversità delle appartenenze politiche, costituisce un esempio di denuncia e di coraggio, soprattutto – conclude il governatore siciliano – per le giovani generazioni”. Nell’edificio rurale, in territorio di Cinisi, fu eseguita la condanna a morte di Impastato. Lì, in una stradina interna nei pressi dell’aeroporto Falcone e Borsellino, il fondatore di Radio Aut venne colpito alla testa, tramortito e probabilmente subito ucciso, prima di essere trasportato sui binari della ferrovia prospiciente per simulare una esplosione. Abbiamo appreso la notizia – commenta Luisa Impastato, nipote di Peppino e presidente di Casa Memoria – con grande soddisfazione e anche con grande sollievo, dopo tanti anni di battaglie e promesse disattese. Quello del casolare è l’ultimo tassello che si aggiunge al percorso di memoria storica che permette alla storia di Peppino, alla nostra storia , di perdurare nel tempo. Aldilà del valore personale – conclude Luisa Impastato –  siamo convinti che sia giusto rendere il casolare luogo di  Memoria collettivo, come patrimonio collettivo   è ormai la storia di Peppino”.

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