Mar. Ott 22nd, 2019

Partinico, inviati 120 avvisi ad impiegati comunali non in regola con i tributi

Avranno tempo fino al prossimo 31 ottobre, i dipendenti del Comune di Partinico non in regola con il pagamento dei tributi, per sanare la propria posizione. L’ultimatum è stato dettato dal Commissario Straordinario Rosario Arena che, ha convocato il personale moroso con una lettera in cui annuncia sanzioni ed interessi, oltre alla normale procedura del recupero coatto, se non rispettata la scadenza fissata.   120 gli avvisi inoltrati a fronte dei circa 350 dipendenti che prestano servizio nell’ente locale.   «È vergognoso – commenta   Rosario Arena, rimasto sorpreso da un così alto numero di irregolarità riscontrate – che dentro il palazzo di città chi dovrebbe essere al servizio del cittadino al contrario non fa i propri doveri da cittadino. È arrivato il momento di dire basta a questo stato di cose, credo che coloro i quali mi hanno preceduto avrebbero dovuto fare quel che adesso sono stato costretto a fare io. Anche per questo motivo vi è questo stato di cose disastroso sul piano finanziario per l’ente che ha portato alla dichiarazione di dissesto. In tanti non pagano i tributi ma per rendere i servizi si deve necessariamente corrispondere quanto richiesto altrimenti questo Comune non riuscirà a rialzarsi mai dalle sabbie mobili in cui si trova». Per i dipendenti ci sarà la possibilità di rateizzare gli importi dovuto.   «È lo stesso identico criterio che si utilizza per tutti gli altri contribuenti – aggiunge Arena – a cui viene data la possibilità di pagare quanto dovuto sino ad un massimo di 4 rate. Mi auguro che tutti aderiscano anche per evitare di dover pagare cifre molto più alte aggiungendovi more, interessi e spese di notifica».   Il Comune deve la sua situazione di deficit di liquidità proprio ai mancati introiti dei tributi. Nei decenni, se   non c’è mai stato  un piano di rientro ed una seria lotta ai morosi. Da qui il frequente ricorso alle anticipazioni di tesoreria   per svariati milioni di euro, quindi un indebitamento attraverso la banca di fiducia con i conti sempre più in rosso. Il risultato è stato quello di dichiarare il dissesto finanziario nell’ottobre dello scorso anno, ratificato in consiglio comunale. Solo per in quinquennio, dal 2010 al 2015, fu accertato un mancato introito della Tari per circa 10 milioni di euro.

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