Ven. Ago 23rd, 2019

Nuove informative della Dia sull’inchiesta “Arata e Nicastri “

  Avrebbero fornito informazioni sullo stato della pratica degli Arata e di Nicastri, socio occulto del professore, pendente in assessorato, suggerendo le scorciatoie per evitare le lungaggini del provvedimento burocratico della Valutazione di Impatto Ambientale. Devono rispondere infatti di abuso di ufficio Salvatore Pampalone dirigente regionale della Commissione Valutazione Impatto Ambientale, il presidente della Commissione Alberto Fonte e Vincenzo Palizzolo, capo di Gabinetto dell’assessorato regionale al Territorio, indagati nell’inchiesta che ha portato in carcere, tra gli altri, Paolo Arata, il docente universitario che ha contribuito a redigere il programma della Lega sull’Energia ed ex deputato di Fi, e l’imprenditore alcamese dell’eolico Vito Nicastri, accusati di intestazione fittizia con l’aggravante di mafia, corruzione e auto riciclaggio. Arata era finito in carcere per gli affari con Vito Nicastri, il “re” dell’eolico ritenuto uomo vicino all’entourage del latitante Matteo Messina Denaro. Arrestati anche il figlio di Arata, Francesco, poi Vito Nicastri e il figlio di quest’ultimo Manlio. Ai domiciliari, il dirigente Alberto Tinnirello, che è stato in servizio all’assessorato regionale all’Energia. Le indagini sono state coordinate dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dal sostituto Gianluca De Leo. Intanto, alla procura di Roma, prosegue l’altro filone dell’inchiesta, che vede indagati Arata e l’ex sottosegretario leghista Armando Siri, per una mazzetta da 30 mila euro, il prezzo di un emendamento che avrebbe dovuto aprire altri finanziamenti agli affari sull’eolico con Vito Nicastri. Di quella mazzetta Arata parlò a suo figlio Francesco e al figlio del “re” dell’eolico, Manlio (anche loro indagati) nel settembre scorso. E il fascicolo è passato per competenza territoriale nella Capitale: dopo la notizia dell’inchiesta, il presidente del Consiglio Conte ha dimissionato Siri, che non intendeva farsi da parte. Gli investigatori della Dia, come afferma Live Sicilia –  starebbero scrivendo una corposa informativa in cui è certamente confluita un’intercettazione del 23 dicembre 2017. È cioè prima che Siri approdasse in Parlamento. Il giudice per le indagini preliminari Guglielmo Nicastro scrive che “Nicastri sollecitava Arata a far intervenire il Sen. Armando Siri in relazione ad un sostegno nei confronti di una persona dagli stessi sponsorizzata”. Si tratterebbe di un alto burocrate regionale, un dirigente, sulla cui nomina Artata e Nicastri facevano affidamento per agevolare i loro affari nel settore delle energie alternative. Nella conversazione Nicastri invitava Arata a fare intervenire il “tuo amico”. E Arata, dopo avere effettuato un’altra telefonata, richiamava il suo “socio” rassicurandolo di avere contattato Siri che, a sua volta, ne avrebbe parlato con un maggiorente della Lega in Sicilia.  


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