Sab. Ago 24th, 2019

Il sindaco di Capaci e Flai Cgil intervengono su inchiesta Latte Puccio

“La cronaca delle ultime ore conferma purtroppo le perplessità che avevamo già espresso, un’azienda non per nulla decotta, un marchio storico, con tecnologia non obsoleta, eppure svuotata da operazioni speculative”. E’ quanto ha dichiarato dal Sindaco di Capaci Pietro Puccio in merito alle indagini in corso per bancarotta fraudolenta che vede indagati gli amministratori dell’Industria Alimentare Latte Puccio. “Siamo davanti a chi – prosegue il primo cittadino di Capaci – magari si è voluto improvvisare capitano d’industria, giocando sulla pelle di tante famiglie e di tanti lavoratori. In questo momento il pensiero dell’Amministrazione comunale è rivolto proprio agli operai rimasti senza lavoro. A tal fine, nel porre la massima fiducia nell’attività giudiziaria – conclude Pietro Puccio – mi auguro che l’intervento dell’Amministratore giudiziario possa essere d’aiuto nell’azione di risanamento economico dell’azienda salvaguardando così gli interessi dei lavoratori”. Sulla stessa scia le reazioni della Flai Gil di Palermo che esprime il proprio sdegno sulla vicenda dai contorni inquietanti. “Abbiamo sempre ritenuto sospetto l’improvviso crollo di commesse e di profitti di quest’azienda storica e di punta nel panorama locale anche se il fatto poteva rientrare nel contesto di crisi economica generale” – scrivono in una nota il segretario generale della Flai Cgil Dario Fazzese e Renato Aiello della segreteria palermitana. L’azienda, che produce mozzarelle, il 30 novembre scorso ha aperto le procedure di licenziamento per 12 lavoratori su 18 e, e il 3 gennaio li ha messi alla porta. La Flai ha scritto questa mattina alla Prefettura di Palermo per chiedere un intervento per la costituzione di un tavolo di concertazione. “Abbiamo l’esigenza di aprire subito un’interlocuzione con l’amministratore giudiziario per garantire sia i licenziati che i pochi lavoratori rimasti, capire cosa sta accadendo e discutere del futuro dell’azienda – aggiungono Fazzese ed Aiello – l’obiettivo è che la Latte Puccio sopravviva e riprenda a produrre. E’ assolutamente da evitare la chiusura di una delle poche realtà produttive rimaste nella zona. Quest’azienda fino a pochi anni fa dava lavoro a 100 dipendenti tra effettivi e stagionali”. I lavoratori, che lo scorso dicembre hanno organizzato dei sit-in di protesta davanti ai cancelli dello stabilimento, attendono ancora parecchi stipendi; in queste settimane hanno ricevuto degli acconti, ma c’è ancora chi aspetta 4 mensilità arretrate.

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