Mar. Ott 15th, 2019

Game Over, a processo 45 dei 53 indagati coinvolti nel business delle scommesse

Verranno processati 45 dei 53 indagati,coinvolti nella maxi operazione Game Over che, il primo febbraio dello scorso anno, sgominò una rete di imprenditori e collaboratori in affari con Cosa Nostra per la gestione del business dei centri scommesse, con a capo il partinicese Benedetto Bacchi. 25 le persone rinviate a giudizio con rito ordinario, 20 gli indagati che hanno scelto quello abbreviato, 6 le richieste di patteggiamento accolte dal Gup Maria Cristina Sala al termine dell’udienza preliminare. Due le posizioni stralciate per legittimo impedimento, ovvero quelle di Alessandro Lizzoli e Antonio Trusciglio Pantisano. Per chi ha scelto il rito abbreviato la prossima udienza è prevista il 5 marzo. La discussione dei patteggiamenti, invece, è in programma il 13 febbraio. Infine, il processo per chi ha scelto il rito ordinario dovrebbe avere inizio il prossimo 7 maggio presso la quarta sezione del tribunale di Palermo. Hanno scelto il rito abbreviato Alessandro Acqua, Marco Cannatella, Alfredo Cannone, Ferdinando Chifari, Marco Corso, Vincenzo Corso, Salvatore De Simone, Davide Di Benedetto, Giuseppe Gambino, Carmelo Garruzzo, Antonio Lo Baido, Giuseppe Lo Bianco, Antonio Lo Piccolo, Antonio Mollisi, Francesco Nania, Gerardo Guagliardo Orvieto, Antonino Pizzo, Giampiero Rappa, Benedetto Sgroi e Sebastiano Vinciguerra. Sono stati rinviati a giudizio e verranno processati con rito ordinario Diomiro Alessi, Benedetto Bacchi, Domenico Bacchi, Agostino Chifari, Maurizio Cossentino, Maicol Di Trapani, Vito Di Trapani, Alessandro Eusepi, Salvatore Galioto, Antonio Grigoli, Giuseppe Grigoli, Salvatore Ingrasciotta, Vincenzo Lo Curcio, Francesco Lo Iacono (classe ’76), Francesco Lo Iacono (classe ’80), Fabio Lo Iacono, Giuseppe Marchese, Giovanni Nicoletti, Fabrizio Noto, Francesco Paolo Pace, Giuseppe Italo Pecoraro, Francesco Porzio, Maurizio Primavera, Francesco Regina e Davide Schembri. Hanno infine ottenuto il patteggiamento: Graziella Bacchi, Alessandro Bronzuoli, Salvatore Cusumano, Domenico Pitti, Antonino Quattrocchi, Massimo Salerno. Gli imputati devono rispondere a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, riciclaggio, raccolta abusiva di scommesse, truffa ai danni dello Stato, reimpiego e intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti. Dalle indagini della squadra mobile, coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Annamaria Picozzi, Amelia Luise e Roberto Tartaglia, era emerso il sistema con cui Bacchi e Lo Baido “stringevano accordi con i capi delle associazioni criminali dei quartieri di Palermo che avrebbero imposto le loro imprese quali unici soggetti legittimati a gestire centri di videopoker e scommesse online”, in cambio di entrate fisse alle casse di Cosa Nostra. L’attività di apertura di centri scommesse utilizzava i marchi B2875, Onebetsport, LpSport, Aleabet – riconducibili alla società maltese Phoenix International. La scorsa settimana la sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo ha disposto il sequestro del patrimonio da 6 milioni di euro riconducibile a Benedetto Bacchi e, di una società con sede ad Ottaviano, in provincia di Napoli, che opera nell’esportazione di prodotti siciliani negli Stati Uniti, a Francesco Nania, ritenuto a capo della famiglia mafiosa di Partinico.

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