Dom. Dic 15th, 2019

Partinico, sequestrati 6 mln € a Ninni Bacchi e Francesco Nania (Video)

11 beni immobili tra Palermo, Partinico e Borgetto, 8 società dedite alle scommesse e al settore edile, di cui 4 con sede a Partinico e 4 a Malta, 6 diversi rapporti finanziari, una quota societaria e 43 autoveicoli. Un patrimonio che ammonta a 6 milioni di euro, finito sotto sigillo, su proposta del Questore di Palermo Renato Cortese e disposizione accolta ed emanata dalla sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo. Il provvedimento è scattato nei confronti del “re” partinicese delle scommesse Benedetto Bacchi, 46 anni, titolare del marchio “B2875” con sede legale a Malta, in carcere dallo scorso primo febbraio, con l’accusa di avere scalato il potere grazie all’appoggio dei boss di Cosa nostra. Al suo braccio destro, Francesco Nania, 50 anni, ritenuto esponente di spicco della famiglia mafiosa di Partinico, è stata sequestrata, invece, una società nel settore dell’esportazione alimentare con sede ad Ottaviano, in provincia di Napoli. Sottoposta ad amministrazione giudiziaria, con lo stesso provvedimento, la società SI.CO.SE srl di Partinico. Bacchi e Nania, sono finiti in manette nell’ambito dell’operazione “Game Over” che, nella notte tra il 31 gennaio e il primo febbraio dello scorso anno ha portato all’arresto di trentuno persone, accusate a vario titolo dei reati di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso, riciclaggio e associazione per delinquere finalizzata alla produzione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini hanno confermato l’esistenza di una forte correlazione tra l’attività dell’organizzazione mafiosa e la gestione e distribuzione sul territorio delle sale da gioco e di raccolta di scommesse in seno alle quali, quotidianamente, si muovono consistenti flussi di denaro che rappresentano una delle più cospicue fonti di reddito degli ultimi anni per la stessa associazione criminale. In questo contesto tra gli arrestati figurava, con un ruolo di primissimo piano, proprio Benedetto Bacchi, chiamato Ninni, imprenditore del settore dei giochi e delle scommesse online, il quale, tramite un vero e proprio accordo contrattuale con Cosa Nostra palermitana, era riuscito, nell’arco di un breve arco temporale, a monopolizzare il settore e realizzare una rete di agenzie di scommesse abusive, 700 in tutto, capaci di generare profitti quantificati nell’ordine di oltre un milione di euro mensili. Parte dei profitti ottenuti tramite questo sistema, venivano poi distribuiti come compenso alle famiglie mafiose, in relazione al volume d’affari dei centri scommesse. Le indagini patrimoniali svolti dall’Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Palermo hanno consentito di ricostruire l’ingente patrimonio di Bacchi, frutto evidente del reimpiego dei capitali di illecita provenienza nell’acquisto di beni, anche fittiziamente intestati a prestanome ed, oggi, colpito dal provvedimento di sequestro. Nell’ambito degli affari illeciti di Bacchi, secondo gli investigatori, un ruolo essenziale è stato svolto dal suo socio occulto, ovvero Francesco Nania, considerato a capo della famiglia mafiosa di Partinico, già sorvegliato speciale e condannato per la sua partecipazione all’organizzazione mafiosa, con sentenza definitiva che ha terminato di espiare nel 2013. Nania, sarebbe stato il “gancio” interno a Cosa Nostra che ha sostenuto l’imprenditore nei rapporti con le varie articolazioni territoriali legate ai boss. Come emerso dall’inchiesta, Francesco Nania avrebbe sviluppato un proprio progetto imprenditoriale nel settore dell’esportazione di prodotti alimentari verso gli Stati Uniti, servendosi di un commercialista campano a sua volta finito in manette durante il blitz di febbraio. Quest’ultimo avrebbe anche fatto da prestanome e formale intestatario della Trading Enterprise srl, che fa parte del patrimonio finito sotto sequestro.

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