Sab. Ago 24th, 2019

Castellammare del Golfo, consegna reti idriche ai comuni del trapanese, tar sospende decreto

Il Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia ha sospeso l’efficacia del decreto con il quale la Regione ha nominato un commissario, affinchè i Comuni di Castellammare del Golfo ed Alcamo, ed altri enti locali del trapanese, si facciano carico delle reti idriche gestite dall’Eas. Il Tar ha, in sostanza, accolto il ricorso dei Comuni contro gli atti dell’assessorato regionale dell’Energia e ne ha fissato la trattazione al 7 novembre del prossimo anno. “Si tratta di un segnale positivo – dice il sindaco di Castellammare del Golfo e presidente dell’ambito territoriale idrico di Trapani Nicola Rizzo – ma la strada da percorrere è ancora lunga e continueremo a seguire il problema con attenzione al fine di tutelare l’interesse delle nostre comunità”. Rizzo, fa presente che la prima sezione del Tar, da un primo esame, ha ritenuto che il ricorso presentato dai Comuni del trapanese contro la Regione per la presa in carico delle reti idriche, è costituito “da significativi elementi di fondatezza”. «Ricordo ancora una volta – sottolinea il sindaco Rizzo – che i consigli comunali dei Comuni facenti parte dell’Ati, hanno espresso parere negativo alla presa in carico delle reti in assenza di adeguato piano economico e regolamentazione del regime transitorio del passaggio. Il tribunale amministrativo ha adesso sospeso l’efficacia degli atti regionali precisando che il conferimento temporaneo degli impianti ai Comuni siciliani, disposto dalla legge regionale n 16/2017 “non tiene conto del parere contrario espresso dagli organi tecnico-finanziari del Comune” che hanno evidenziato “l’assenza di una adeguata attività di concertazione tale da salvaguardare la situazione finanziaria e organizzativa dei comuni interessati”. Come stabilito dopo un incontro in prefettura a Trapani alla presenza del prefetto Darco Pellos e con i responsabili del dipartimento regionale Acqua e Rifiuti, il commissario dell’Eas, Sicilia Acque, ed alcuni sindaci dei 16 Comuni del trapanese che fanno parte dell’Ati, è stata evidenziata la necessità di un affiancamento di natura tecnica ed anche economica da parte del governo regionale con la creazione di un tavolo che si riunirà alla presenza degli assessori regionali, all’Economia e ai Rifiuti con i quali ci sono già stati dei preincontri per dibattere sulla questione. Il Tar sottolinea anche che la copertura finanziaria del servizio è basata sulla tariffa locale transitoria che non appare esaustiva per la mancanza di una “unitaria -seppur temporanea regolamentazione regionale del servizio tale da assicurare l’autonomia finanziaria del Comune”, come anche “l’efficiente ed uniforme erogazione del servizio idrico in tutti i comuni dell’isola”. I giudici amministrativi hanno sottolineato che “il trasferimento di competenze in assenza di un adeguato e ponderato trasferimento di risorse umane, tecniche e finanziarie determina l’elevata probabilità di una impossibilità di erogazione efficiente del servizio” proprio come – aggiunge il sindaco Rizzo – abbiamo più volte fatto presente alla Regione, e che vige il principio di autonomia finanziaria dei Comuni secondo il quale “ad ogni trasferimento di funzioni deve corrispondere un adeguato trasferimento di risorse economico finanziarie per farvi fronte. Continueremo a lavorare – conclude il primo cittadino – affinche’ il passaggio delle reti ai Comuni avvenga in maniera corretta».

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