Ven. Ago 23rd, 2019

Cinisi, defibrillatore sul luogo dell’omicidio di Totò Zangara, “scelta infelice” (Video)

A Cinisi nell’ultimo trimestre del 2018 sono stati installati tre defibrillatori in zone strategiche definite cardio-protette. “La scelta della collocazione sul muro presso il quale è rimasto vittima, senza colpa, Totò Zangara, cittadino attivo nella politica e nella società cinisense, sembra quasi una grottesca allegoria come a ricordare la fibrillazione dei tempi in cui a Cinisi, la sera, solo i lampioni potevano assistere ai regolamenti di conti “A COLPI DI PISTOLETTATE”. A sostenerlo è il Presidente del Consiglio Comunale di Cinisi Pino Manzella, che, insieme ad altri consiglieri comunali dell’opposizione, ribadiscono, la richiesta già verbalmente manifestata al sindaco Giangiacomo Palazzolo, di spostare il defibrillatore posizionato laddove sorge una targa per ricordare il sacrificio inconsapevole di una vittima di mafia riconosciuta dallo Stato. “Troppi anni – aggiunge il vertice del massimo consesso civico – sono passati senza che l’amministrazione comunale abbia mai realmente commemorato Totò Zangara e neppure valorizzato, come già in passato era stato fatto per altre vittime di mafia, questo luogo di memoria”. E sull’argomento interviene pure Antonio Zangara, figlio della vittima innocente di mafia. “Pur condividendo l’importanza dei defribrillatori posizionati strategicamente, non posso condividere – scrive in una nota – l’ulteriore provocazione di una amministrazione sempre più distratta da temi importanti come la memoria. Ancora una volta – prosegue Antonio Zangara – questa amministrazione sembra avere dimenticato quello che 35 anni fa sconvolgeva il paese di Cinisi, mortificando un luogo che racconta una storia di mafia in cui a perdere la vita è stato un cittadino onesto. Sono queste le storie che evidentemente non pagano in termini di riscontro mediatico, forse, unica ricerca per questi amministratori. Non mi resta – conclude Antonio Zangara – che continuare a sperare in un futuro migliore, nelle nuove generazioni cresciute all’ombra della memoria”.

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