Gio. Set 19th, 2019

Palermo calcio, “sentenza su fallimento pilotata”, sospeso un giudice e l’ex presidente

Esplosa una bufera giudiziaria contro un magistrato del tribunale di Palermo, Giuseppe Sidoti, accusato di avere salvato il Palermo calcio dal fallimento con una sentenza pilotata. In cambio avrebbe ricevuto un incarico per una sua amica, l’avvocato Vincenza Palazzolo, nell’organismo di vigilanza della società rosanero. Sidoti, su richiesta della Procura di Caltanissetta, è stato sospeso per un anno dal gip che lo accusa di concorso in corruzione, abuso d’ufficio e rivelazione di notizie riservate. Altra misura interdittiva dalla professione è stata notificata dalle fiamme gialle all’ex presidente della squadra rosanero, il commercialista Giovanni Giammarva. A lui viene mossa solo l’accusa di concorso in corruzione. Alla sezione fallimentare del palazzo di giustizia di Palermo, sono state rinviate tutte le udienze programmate per oggi per una perquisizione in corso dei finanzieri che, stanno pure setacciando gli uffici della società di Viale del Fante. Una perquisizione è stata fatta anche nella stanza di un altro giudice della sezione, Raffaella Vacca, che risulterebbe pure lei indagata, per una vicenda non riguardante il Palermo Calcio. Al palazzo di giustizia, assieme alla Guardia di finanza, c’è la sostituta procuratrice di Caltanissetta Claudia Pasciuti. Altri due magistrati nisseni stanno perquisendo con i finanzieri gli studi di due legali palermitani, pure indagati, Francesco Paolo Di Trapani, legale del Palermo calcio, e l’avvocato Vincenza Palazzolo. L’inchiesta, partita da Palermo e trasferita alla procura nissena, venne avviata a seguito dell’intercettazione di una telefonata intercorsa tra Maurizio Zamparini e l’avvocato Francesco Paolo Di Trapani. I pm stavano indagando sul patron del Palermo Calcio per appropriazione indebita, riciclaggio e falso in bilancio. In quella telefonata catturata dagli investigatori, il legale della società parlava di un colloquio avuto con il giudice Sidoti, il quale gli avrebbe fatto intendere propositi positivi nell’emissione delle sentenze. Il 16 dicembre dello scorso anno, tre giorni dopo quella telefonata, il collegio della Fallimentare decise con un’ordinanza di nominare dei periti. Il successivo 30 marzo scorso, lo stesso collegio rigettò l’istanza di fallimento della Procura. Secondo la ricostruzione della procura di Caltanissetta, Sidoti “pur essendo legato da un pregresso rapporto di conoscenza e di estrema confidenza con Giovanni Giammarva – è scritto in un comunicato dei pm – aveva omesso di asternersi dall’incarico di giudice relatore nell’ambito della procedura pre-fallimentare”. La procura contesta a Sidoti anche la nomina come proprio consulente di Daniele Santoro, “legato da rapporti professionali pluriennali con Giammarva”. Le intercettazioni della finanza dicono che Sidoti avrebbe impartito al consulente “una serie di direttive finalizzate – scrive ancora la procura – a non fare emergere nell’elaborato peritale criticità delle quali entrambi erano a conoscenza, con riguardo in particolare alla fittizietà dell’operazione di cessione della Us Città di Palermo ad Alyssa, società di diritto lussemburghese riconducibile a Zamparini, delle quote di Mepal spa, società detentrice del marchio della Us Città di Palermo, per 40 milioni di euro”. Secondo la ricostruzione della Procura Sidoti avrebbe predisposto un decreto di rigetto dell’istanza di fallimento “contrario ai doveri di ufficio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.