Mer. Set 18th, 2019

Clean Sea Life, Legambiente in azione sulla spiaggia di San Cataldo di Trappeto e Terrasini

Nell’ambito della campagna europea Clean Sea Life, di cui Legambiente è partner, sabato prossimo, a partire dalle ore 9,00, i volontari del circolo partinicese “Gino Scasso”, si rimboccheranno le maniche e, con pale e rastrelli, ripuliranno la spiaggia di San Cataldo che ricade tra i territori di Trappeto e Terrasini. L’obiettivo è quello
di accrescere l’attenzione del pubblico sui rifiuti marini e di promuoverne l’impegno attivo e costante. In quasi due anni, il progetto Clean Sea Life ha infatti coinvolto oltre cinquemila persone fra diportisti, subacquei, pescatori professionisti e sportivi, ragazzi e cittadini in attività di pulizia che hanno permesso di raccogliere e smaltire quasi dieci quintali di rifiuti in tutta Italia. Ed è proprio per contribuire a salvaguardare il nostro prezioso ecosistema costiero, fluviale/marino, che il circolo di Legambiente Gino Scasso di Partinico ha aderito al progetto individuando l’area in cui operare la foce del fiume Nocella, da anni luogo di battaglie ambientaliste a causa di scarichi industriali iniziati negli anni ’80, ai quali negli ultimi anni se ne sono aggiunti di altri tipi, porzione di territorio ricca di storia, attrattiva dal punto di vista naturalistico e paesaggistico che, se risanata, valorizzata e tutelata, potrebbe fare da volano per l’economia della zona, sempre sotto i riflettori con le campagne Goletta Verde e con i monitoraggi Beach Litter, e coinvolgendo i volontari locali in un attività di monitoraggio scientifico dei rifiuti, effettuata tramite un protocollo riconosciuto a livello europeo che permetterà di acquisire dati per studiare il fenomeno dello spiaggiamento dei rifiuti, soprattutto rispetto a quantità e possibili fonti. Grazie a questa caratterizzazione sarà quindi possibile mettere in campo azioni mirate a limitare la dispersione dei rifiuti nell’ambiente marino e costiero, con i rischi che la loro presenza comporta. I rifiuti marini, infatti, sono una delle principali minacce agli ecosistemi marini. Sono circa 180 le specie marine mediterranee che ingeriscono rifiuti marini: dalle cozze alle balene, dagli squali alle sardine, tartarughe, capodogli e uccelli marini possono ingerire o rimanere intrappolati nei rifiuti abbandonati. Il problema maggiore è posto proprio dai rifiuti in plastica, oltre l’80% dei rifiuti trovati in spiaggia e sui fondali: con il tempo si sbriciolano, senza mai sparire del tutto, destinati a esser ingoiati per errore dagli stessi pesci, crostacei e molluschi che arrivano poi sulle nostre tavole.

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