Dom. Ago 18th, 2019

Game Over. L’ascesa di Bacchi: “un capolavoro di arguzia ed equilibrismo”

Il 10% degli utili alla famiglia di Partinico, e quindi all’ala di Francesco Nania, 100 mila euro l’anno per la cosca di Brancaccio, 200 mila al clan di Santa Maria di Gesù e 700 mila per gli altri mandamenti mafiosi di Palermo. E’ così che, Ninì Bacchi avrebbe finanziato Cosa Nostra secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile ed oggi pubblicato sul Giornale di Sicilia. Un giro di affari milionario legato alle agenzie di scommesse: “un’ascesa imprenditoriale mafiosa –sottolineano gli inquirenti- che è un vero capolavoro di arguzia ed equilibrismo”. L’imprenditore di Partinico -per l’accusa-, “è il maggior polmone economico di Cosa Nostra”. I suoi affari si spingono fino a Malta e sembrano toccare anche l’Austria, dove il socio Antonio Lo Baido (pure lui finito in manette nell’operazione Game Over) avrebbe dovuto prendere contatti con un promoter, per l’avvio in prova di un nuovo circuito di raccolta del gioco online. Non conosce confini la fortuna di Ninì Bacchi ma soprattutto non teme le reazioni della mafia e anche quando stava per scoppiare una guerra sulla gestione delle scommesse –racconta livesicilia.it- avrebbe avuto la meglio su un altro partinicese coinvolto nel blizt Game Over. Gerardo Guagliardo Orvieto, conosciuto anche con il nome di “Jonathan”, diretto concorrente di Bacchi che avrebbe cercato appoggio nei boss palermitani per diffondere il suo marchio. Sarebbe stato sostenuto dai mafiosi di Resuttana e puntava a San Lorenzo, ma qui l’avrebbero bloccato. Il suo marchio non valeva quanto il “B2875” che garantiva –secondo quanto ricostruito dagli investigatori ascoltando i boss- condizioni più vantaggiose ai mafiosi palermitani.

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