Montelepre, cittadinanza onoraria post mortem a Rosi alimenta dibattito locale

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1 Response

  1. Renato ha detto:

    Desidero fare una precisazione importante per me. Non sono mai stato tesserato e non sono mai stato simpatizzante del partito rifondazione Comunista. Sono stato l’ultimo segretario della sez. di Montelepre del PCI , fino allo scioglimento. Da una trentina d’anni i miei entusiasmi si sono spenti.

    Al signor Sindaco
    Ai Consiglieri Comunali – gruppo Maggioranza e minoranza-
    DI MONTELEPRE

    Personalmente, per principio, sono contrario al conferimento della cittadinanza onoraria post mortem . La ritengo un fatto pubblicitario e poco significante, utile solamente per il politico che vuole mettersi in mostra. È un tipo di onorificenza che non crea rapporto, non crea nessuna relazione fruttuosa con il designato dell’onorificenza. D’altronde è morto, come potrebbe?
    Mi aspettavo una spiegazione nella motivazione dell’onorificenza della sindaca, più attinente e più locale, più centrata nel rapporto del regista F.Rosi con Montelepre, invece di….. .
    Per i monteleprini il film del regista F.Rosi ha il merito, rispetto ai tanti meriti che ha, di avere alleggerito l’infamia che Montelepre, prima del 1961, si trovava suo malgrado a portare: paese omertoso, di gente che per paura e per ignoranza proteggeva la banda Giuliano che imponeva la sua legge al popolo e alle forze dell’ordine. Prima del film (1961) c’era una forte deformazione che relegava la questione del bandito S.Giuliano come fatto di cronaca di locale. Con il film di F.Rosi si ribalta e si capovolge definitivamente la lettura degli eventi: la banda di S.Giuliano non è più una questione di cronaca locale ma di cronaca socio-politica di dimensione nazionale. Si apre la strada al primo grande mistero di Stato. L’immagine di Montelepre all’esterno dei propri confini incomincia timidamente a essere riscattata dalla calunnia, anche se continuano a rimanere certi luoghi comuni, così come certe leggende sul bandito più biografato del mondo.
    Nel film, F.Rosi, non usa luoghi comuni, non incolpa e non discredita la comunità di Montelepre. Addirittura il personaggio evocato nel titolo del film ,“Salvatore Giuliano”, è il grande assente del film. Noi lo vedremo sempre ripreso in campo lungo, di spalle, fuori campo. Per fare capire, a noi spettatori, che il personaggio cosiddetto centrale, centrale non è. È un ingranaggio di un meccanismo molto più complesso.

    L’importanza, per Montelepre, di dare un riconoscimento dopo più di mezzo secolo, al regista Rosi, è legato più che al film al fatto di avere affrancato la comunità di montelepre dai giudizi negativi.
    Io sono dell’opinione che tra il gruppo di maggioranza e minoranza dei consiglieri Comunali di Montelepre si possa trovare, anche facilmente, un convincimento unitario(basterebbe evitare di fare gli storici e i cineasti che la sanno più lunga di tutti). Questa è una condizione necessaria per fare qualcosa di più tangibile e significativo in ricordo di questo grande maestro, del cinema internazionale, che ha frequentato e discusso con tanti nostri paesani.

    Montelepre 30 agosto 2017
    Il cittadino
    Renato Brignoli

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