Gio. Gen 23rd, 2020

Partinico. Trentaquattro beni confiscati alla mafia pronti per l’assegnazione

Sono trentaquattro i beni immobili  confiscati alla mafia e acquisiti al patrimonio del  Comune di Partinico , di cui 28  terreni e sei fabbricati (non ancora  assegnati), che  verranno destinati tramite bando pubblico agli  Enti che  ne faranno richiesta, nel pieno rispetto del decreto legislativo 159/2011. Le istanze di partecipazione  per la selezione pubblica per l’individuazione dei soggetti cui concedere in uso questi beni, dovranno pervenire all’ufficio protocollo generale del Comune,a mezzo raccomandata postale, ovvero mediante agenzia di recapito autorizzata, entro il prossimo  9 maggio, ossia entro il termine perentorio di 90 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, pena l’esclusione. Possono partecipare alla selezione, come da apposito bando: comunità ( anche giovanili), enti ed associazioni, cooperative sociali, comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti, nonché le associazioni di protezione ambientale  riconosciute dalla legge e gli operatori dell’agricoltura sociale riconosciuti dalle disposizioni vigenti. “ La concessione  definitiva dei beni  finalizzati alla realizzazione di attività di interesse pubblico,di rilevanza sociale volte a rafforzare la cultura della legalità nel territorio del Comune di Partinico –dice l’assessore ai Beni confiscati alla mafia , Gioacchino Albiolo – avverrà a seguito di comunicazione da parte della Prefettura sulla valutazione dei soci. Entro una ventina di giorni-aggiunge- pubblicheremo un secondo bando integrativo con ulteriori beni  confiscati alla mafia che sono in fase di assegnazione da parte  dell’Agenzia dei beni confiscati”.  Le istanze , la documentazione e le proposte progettuali  che perverranno all’Ente saranno valutate da un’apposita commissione  costituita  dal segretario generale del Comune (nella qualità anche di presidente) , dai responsabili  dei settori  Tecnico e Attività Produttive e  Servizi Sociali, dal responsabile dell’ufficio sviluppo del territorio e attività produttive e inoltre dal coordinatore dell’ufficio speciale dei  beni confiscati. Nella valutazione, come si evince dal bando, la commissione terrà  conto anche dell’esperienza posseduta dal soggetto richiedente, nell’ambito dell’attività per lo svolgimento della quale viene richiesta l’assegnazione del bene, della sua esperienza in materia di gestione di beni confiscati, della sua struttura e della dimensione organizzativa.  I sei fabbricati rurali e non, ricadono nelle vie: Enrico Fermi ( manufatto rurale  a piano terra con terreno di 210 metro quadrati ); Pia  al civico 11 ( locale di 42 metri quadrati a piano terra con soppalco); Ugo Foscolo ( casa, abitazione indipendente , 80 metri quadrati per piano) .E ancora,in contrada Corso ( due fabbricati  in fase di costruzione) e in via Potenza ( fabbricato rurale con terreno) Gli altri 28  immobili sono tutti terreni, di cui 12 in contrada Piano del Re e tra questi, uno è coltivato a pescheto con impianto di irrigazione a pioggia. Gli atri terreni si trovano nelle contrade: Margi Soprano, Valguarnera, Vernazza Ragali, Podere Reale,Azzalora e Margi .  E proprio in un immobile confiscato alla sanguinaria famiglia mafiosa  dei Vitale “ Fardazza”, di via Mario Mancuso,  lo scorso otto marzo, giornata internazionale della donna, l’amministrazione comunale  ha inaugurato un centro antiviolenza  per le donne vittime di abusi  e maltrattamenti. “  Di importante risultato nella lotta alla criminalità organizzata e nel  campo dell’impegno sociale”, parla con orgoglio il sindaco Salvo Lo Biundo. “ Tutti  i progetti inerenti i beni confiscati  alla mafia che  nel tempo abbiamo presentato – dice il primo cittadino- hanno ottenuto i relativi finanziamenti. Questo è il risultato di un’attenta programmazione portata avanti negli anni. E’ la dimostrazione che la criminalità organizzata può essere sconfitta, può essere  colpita al cuore aggredendo, in virtù delle leggi nazionali, i patrimoni dei mafiosi per poi ristrutturarli e restituirli alla società civile”

Nella foto l’immobile di via Fermi

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