Alcamo. Operazione Freezer, il sindaco Surdi si rifiutò di avvicinarsi a Giacalone

Un episodio di pochi secondi, una lamentela espressa in modo “troppo brusco” nei confronti del sindaco, che tira dritto e non si ferma. E’ l’agosto del 2016 e in una Alcamo che ha da poco visto il trionfo elettorale del Movimento cinque stelle un uomo avvicina il neo sindaco, Domenico Surdi, e gli chiede di “assettarsi cinque minuti”. Si tratta di Salvatore Giacalone, finito agli arresti insieme con altre sei persone nell’operazione antimafia denominata ‘freezer’. Quell’incontro, avvenuto nel centralissimo corso VI Aprile e raccontato da ‘Repubblica’, lo ricorda bene Surdi, che tirò dritto davanti alla richiesta: “Era una normale lamentela da parte di quelle che per me, in quell’istante, era un cittadino come tanti. Si trattava di un problema di rottura della rete idrica di Alcamo Marina. Nessuna ‘pressione’ particolare – precisa il sindaco -, ma quel modo ‘brusco’ di chiamarmi mi lasciò comunque stizzito e così rifiutai l’invito. Dopo qualche giorno ho appreso chi fosse la persona che aveva tentato di avvicinarmi e ovviamente ho riferito il tutto alla polizia ma, ripeto, non posso dire si trattasse di una pressione nei miei confronti”. 

Surdi governa la città da giugno del 2016 “e finora – racconta – non ho mai ricevuto pressioni o avvertimenti di alcun tipo. Gli arresti recenti parlano di una Cosa nostra che tenta ancora di infiltrarsi nella politica? Di certo non lo fa con il Movimento cinque stelle – risponde -, segno che il messaggio di legalità che abbiamo mandato in campagna elettorale e l’ottimo rapporto tra la mia amministrazione e le forze dell’ordine stanno dando buoni frutti”. Surdi ha incassato anche il plauso del Pd, che in una nota ha parlato di “apprezzamento” per l’atteggiamento di rifiuto netto tenuto dal sindaco di Alcamo. “Sono esempi questi che ci fanno sperare in una politica sana, consapevolmente e coraggiosamente schierata contro la mafia”, scrivono i dem che elogiano anche la condotta dell’ex sindaco Bonventre, che agli inquirenti ha raccontato di aver ricevuto sul posto di lavoro in ospedale, all’epoca della sua sindacatura, la visita di Giacalone. Nel caso di Bonventre, l’ex sindaco ha ricevuto richieste più esplicite, ma anche lui andò dalla Polizia.

livesicilia

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