Mar. Ott 15th, 2019

Dalle intercettazioni emergono i nomi del sindaco Coppola e di due impiegati comunali

Emergono nuovi particolari dai fascicoli dell’inchiesta Cemento del Golfo in cui si  parla anche di “pressioni” esercitate o millantate su amministratori e tecnici comunali di Castellammare del Golfo.

Nei carteggi dell’operazione antimafia che ieri ha portato in carcere cinque persone, tra cui il boss della famiglia mafiosa locale Mariano Saracino, si fa riferimento, in particolare ad un funzionario  del settore urbanistica, ad un tecnico comunale e a Nicolò Coppola, sindaco di Castellammare del Golfo eletto nel 2013 tra le fila di una coalizione di centrosinistra.

I loro nomi emergono in alcune conversazioni intercettate durante le indagini che, però non hanno trovato riscontro.

Nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Nicola Aiello, su richiesta dei pubblici ministeri della Dda di Palermo, Carlo Marzella e Francesco Grassi, si legge che Vito Badalucco, altro personaggio finito in manette nel blitz di ieri, in riferimento alla visita che il nipote Pietro aveva fatto al funzionario del comune di Castellammare del Golfo, si sarebbe lamentato col boss Saracino del fatto che il funzionario si fosse rifiutato di fargli avere qualcosa.

Mariano Saracino sarebbe rimasto sorpreso, sostenendo che l’uomo in questione fosse uno con cui di solito si poteva ragionare.

Sempre Badalucco, avrebbe affermato che il giorno prima, l’altro tecnico comunale, si fosse messo a disposizione del nipote e che,  nonostante in precedenza fosse partito in quarta, si sarebbe inquadrato “un pochettino”.

Infine, nella stessa conversazione intercettata, Vito Badalucco avrebbe detto che il sindaco avrebbe ceduto alle “pressioni”, mostrandosi pronto a parlare con i dipendenti comunali interessati.

Almeno così sarebbe accaduto leggendo le frasi di Pietro Badalucco, nipote di Vito, intestatario della Sp Carburanti srl finita sotto sigillo, e, per il quale, il giudice ha respinto la richiesta di arresto. “Ho parlato con Nicola – avrebbe detto Pietro Badalucco al fratello Marino –  mi ha detto che ci va a parlare e mi ha detto non ti preoccupare, ora lo vedo e ci parlo io, non avere problemi”. In ogni caso, al sindaco di Castellammare del Golfo, Nicolò Coppola non viene mossa alcuna accusa. “La nostra linea di condotta – afferma il primo cittadino – è assolutamente trasparente, non chiederei mai ad un funzionario comunale di non rispettare le regole, poiché contrario ai miei principi.

Coppola, inoltre,  sostiene di non avere mai ricevuto pressioni né per l’impianto di carburante, né per altre attività. Dice di non ricordare affatto di essere stato fermato dalle persone finite ieri in galera; piuttosto afferma che “nel 2013, poco dopo il mio insediamento – ho siglato un protocollo d’intesa con i sindacati prevedendo misure di controllo e contrasto alla criminalità organizzata nel settore edile.

Infatti  – prosegue il sindaco Coppola in una nota – questa amministrazione comunale ha proposto in più circostanze l’impiego di manodopera locale e anche l’affidamento delle forniture, se a condizioni vantaggiose, alle aziende locali amministrate da un commissario giudiziario, a seguito di sequestro per  associazione mafiosa, come nel caso della Calcestruzzi Castellammare, per garantirne la sopravvivenza e salvaguardare i posti di lavoro. Un percorso di legalità e traspare

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