Dom. Set 15th, 2019

Ordine dei Giornalisti : “La nostra professione è sotto attacco”. Vittima pure la nostra redazione.

I continui insulti di qualche leader politico e dei suoi seguaci in piazza e nei socialnetwork, con le inaccettabili ‘cacciate’ di cronisti indicati come ‘spregevoli’, rappresentano un pesante e continuo attacco al mondo dell’informazione e ai giornalisti.
A scriverlo in una nota è l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, il quale aggiunge che: “la nostra professione è sotto attacco, in un momento storico in cui le emittenti televisive e i giornali fanno i conti con la crisi della pubblicità e delle vendite e con i tagli effettuati dagli editori”.
L’ordine dei giornalisti di Sicilia è al fianco dei cronisti e degli operatori che lavorano in prima linea. Non permetteremo – conclude la nota dell’ordine – che possa essere messo in discussione il rapporto di fiducia tra gli organi d’informazione e i cittadini. Un rapporto che è alla base del lavoro di ogni giornalista”.
Per ciò che ci riguarda la nostra redazione – sin dalla presentazione delle liste elettorali per le amministrative del 9 e 10 giugno prossimi – abbiamo rispettato pienamente la par condicio.
Purtroppo, negli ultimi giorni, un candidato a sindaco, ignaro delle norme che, a differenza dei siti di informazione in rete e della carta stampata, vincolano le emittenti televisive durante il periodo elettorale, avrebbe preteso la realizzazione di servizi giornalistici con una finalità esclusivamente propagandistica che, chiaramente abbiamo negato, nel rispetto della legge, per garantire il pluralismo, l’obiettività, la correttezza, la completezza, la lealtà, l’imparzialità, l’equità e la pluralità, tale da non influenzare le libere scelte degli elettori. Linea peraltro adottata nei confronti di tutte le componenti politiche interessate alle amministrative nei 5 Comuni del comprensorio, ovvero Capaci, Partinico, Torretta, Borgetto e Castellammare del Golfo.
Di contro, ci siamo visti ingiuriati e diffamati in un social network con false affermazioni, offensive, diffamanti e a tratti volgari.
Frasi che saranno oggetto di una denuncia querela che ci riserviamo di presentare all’indomani dello scrutinio, sempre nel rispetto dei principi e della linea finora seguita e quindi per non danneggiare il candidato e non condizionare gli elettori.